Pubblichiamo dal consigliere comunale di Punto Franco Alberto Pasino
L'impatto economico e sociale che le crociere hanno sulle città-porto è un tema ampiamente approfondito (per tutti cfr. il discussion paper di Pallis, un po' datato ma sempre valido, che si può leggere qui:
Un incremento di toccate è suscettibile di portare importanti benefici economici alla nostra comunità, ma per goderne appieno occorre prima risolvere alcune criticità. Ne menziono alcune:
- la porzione di costa che va dal Terminal Passeggeri all'Adriaterminal non nasce per ospitare questo tipo di traffici è non è perciò attrezzata per assorbire il congestionamento innescato dalla loro trasformazione in un terminal industriale (perché questo essa diventerebbe se lo studio realizzato dall'Amministrazione marittima si traducesse in realtà). Le rive sono una delle principali amenità della città: volevamo liberarle dalle autovetture non certo per trasformarle in parcheggio di pullman!
Va dunque messo immediatamente mano al piano parcheggi, soprattutto per supportare la fruizione delle rive da parte dei residenti, inclusi i molti che stanno acquistando casa a Trieste in ragione della sua quieta bellezza. Magari pensando a spostare a livello interrato anche le zone di sosta dei pullman utilizzati a servizio dei croceristi, analogamente a quanto è stato fatto, ad esempio, nella porzione della Stazione ferroviaria di Bologna destinata al traffico delle Frecce.
- Già ora Trieste è una città difficilmente raggiungibile: i pochi collegamenti con il resto d'Italia rischiano di andare in tilt se su di essi si riverseranno anche i croceristi.
Vanno dunque migliorate le infrastrutture e i servizi di collegamento alla città. Chissà che non possano essere proprio le crociere il grimaldello per sbloccare un problema atavico e da troppo tempo irrisolto.
- L'impatto dei traffici navali in termini di maggior disagio per i residenti vanno non solo minimizzati, ma in qualche modo compensati dagli armatori attraverso la garanzia di un sostegno forte all'economia del territorio.
Analogamente a quanto sta lodevolmente facendo Costa con i locali rappresentanti di Federalberghi, occorre un ampio coinvolgimento del tessuto produttivo giuliano nell'approvvigionamento di beni e servizi alle navi e ai passeggeri. E ciò anche laddove ciò comporti (penso ad esempio al bunkeraggio) una maggior spesa per gli armatori, forma di sostanziale compensazione dei disagi che i loro traffici arrecano (inevitabilmente) alla comunità che ne ospita le navi.
In breve: l'aumento del traffico croceristico può rappresentare un'opportunità (fatemelo dire: una straordinaria opportunità) in termini di crescita del benessere cittadino, ma solo a patto, lo ripeto, solo a patto che si disinneschino le rilevanti criticità ad esso associate.
Se la politica non sarà in grado di offrire rapidamente soluzioni adeguate il progetto delle navi bianche transiterà sui cieli cittadini quale effimera meteora, destinata a bruciare rapidamente e a non lasciar nulla, se non strascichi polemici e la percezione dell'ennesima sfida persa.