Crisi Flex, questa mattina presidio di Rifondazione Comunista fuori dai cancelli
Presidio questa mattina, lunedì 6 giugno 2022, da parte di Rifondazione Comunista all’esterno dei cancelli della Flex.
Di seguito le motivazioni della protesta
“280 POSSIBILI LICENZIAMENTI ALLA FLEX E’ ORA DI MOBILITARSI!! La Flex lascia una ferita aperta! Dopo il "ritiro" dei 280 licenziamenti, per Il calo di produzione, non ha ancora una prospettiva di rilancio industriale. L'ultimo incontro si è chiuso con l'applicazione di contratti di solidarietà della durata di 2 mesi in attesa di una reale prospettiva di ricerca e sviluppo. Decisione, questa, imposta dalle organizzazioni sindacali per evitare i licenziamenti e con l'obiettivo di spingere la Flex, il committente Nokia e le istituzioni, soprattutto, ad intervenire per investire nel campo della progettazione, del collaudo e della componentistica in un contesto internazionale segnato da una fortissima concorrenza. Pertanto, un vero piano industriale deve coinvolgere anche altri soggetti per avviare dei percorsi di sviluppo e occupazione territoriale. Rifondazione Comunista s'impegna a sostenere l'azione delle forze sindacali per impedire che gli esuberi diventino veri licenziamenti e affinché vengano attuate politiche per il lavoro e non contro il lavoro. NESSUN POSTO DI LAVORO DEVE ESSERE PERSO! Il drastico calo del settore industriale della città ha fatto sparire conoscenze specializzate e occupazione con conseguente impoverimento del territorio. Occorre una politica industriale nazionale che crei un tessuto produttivo nell'interesse del paese e del mondo del lavoro. Prendendo ad esempio la straordinaria mobilitazione della GKN a Firenze possiamo osservare come l'unità d'intenti di un collettivo porti alla sensibilizzazione dei cittadini ai temi del lavoro, dell'ambiente e della solidarietà. Quindi auspichiamo che anche in questo contesto della Flex i lavoratori uniti possano fare la differenza. LAVORATORI UNIAMOCI!!”.
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