Caporalato in Fvg, la Cgil contro la proposta di abolire l’Osservatorio: «Misura gravissima»

La Cgil del Friuli Venezia Giulia chiede di respingere l’emendamento che propone di cancellare le norme istitutive dell’Osservatorio regionale sul caporalato. Il sindacato contesta la proposta del consigliere di Fratelli d’Italia Markus Maurmair, che prevede l’abrogazione integrale dei commi dal 77 all’80 dell’articolo 6 della legge regionale 12/2025.
A intervenire sono Maurizio Comand, segretario generale della Flai Cgil Fvg, e Daniela Duz, responsabile delle politiche del lavoro nella segreteria regionale Cgil, che definiscono la misura «gravissima» e chiedono che venga respinta.
Le norme interessate dall’emendamento
Secondo quanto illustrato dalla Cgil, i commi di cui viene proposta la cancellazione istituiscono l’Osservatorio e ne disciplinano le funzioni, la composizione e il finanziamento.
L’organismo si occupa del controllo sulle condizioni contrattuali, abitative e di trasporto dei lavoratori del settore, prevedendo il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali e datoriali, dei centri per l’impiego, degli enti ispettivi e dell’Osservatorio regionale antimafia.
La contestazione del sindacato riguarda quindi la proposta di eliminare l’intero impianto normativo che sostiene l’attività dell’organismo.
La denuncia: segnalazioni da tutto il territorio regionale
«Desta sconcerto questa misura, che consideriamo gravissima e va assolutamente respinta», dichiarano Comand e Duz.
I due rappresentanti sindacali descrivono il caporalato come un fenomeno in crescita che interessa anche il Friuli Venezia Giulia. Secondo quanto riferiscono, continuano ad arrivare quotidianamente segnalazioni da tutto il territorio regionale relative a casi di sfruttamento riconducibili al fenomeno.
Per la Cgil, le criticità coinvolgono centinaia di lavoratori e lavoratrici del settore agricolo, ma non soltanto. Da qui la contestazione di una scelta che il sindacato interpreta come un arretramento nell’assunzione di responsabilità da parte della Regione.
Il ruolo dell’Osservatorio nel contrasto allo sfruttamento
Nella visione della Cgil, l’Osservatorio dovrebbe rappresentare il punto di riferimento per elaborare progetti contro lo sfruttamento e il caporalato, mettendo a confronto le esperienze maturate nei diversi territori.
Comand e Duz esprimono un giudizio positivo sulle convocazioni già avvenute, che, a loro avviso, avrebbero cominciato a produrre passi avanti nell’attività di contrasto.
«La sua eliminazione ci farebbe arretrare di molti passi e ci farebbe ricadere nell’isolamento dei singoli territori», sostengono. La preoccupazione è dunque anche quella di perdere uno spazio di coordinamento tra i soggetti chiamati ad affrontare il problema.
Le conseguenze per lavoratori e imprese
La Cgil richiama infine le ricadute del caporalato sull’intero sistema economico. Oltre alle condizioni di lavoro inaccettabili imposte alle persone sfruttate, il sindacato evidenzia il legame del fenomeno con evasione fiscale e contributiva, concorrenza sleale tra imprese e infiltrazioni criminali nell’agricoltura e nel tessuto produttivo.
A subirne le conseguenze, secondo Comand e Duz, non sono soltanto i lavoratori direttamente coinvolti, ma tutta la filiera agroalimentare nazionale e regionale. È su queste basi che la Cgil chiede di respingere l’emendamento e mantenere l’Osservatorio regionale sul caporalato.
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