Cabinovia a Trieste, No Ovovia: «Le criticità del territorio non possono essere sottovalutate» (VIDEO)
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Tra gli argomenti affrontati durante la trasmissione "Un capo in B", condotta da Elisabetta Batic dal Citybar Tergesteo, William Starc ha dedicato ampio spazio al tema del rischio idrogeologico, indicando questa come una delle questioni che, secondo il Comitato No Ovovia, avrebbe richiesto ulteriori approfondimenti prima dell'eventuale realizzazione della cabinovia. Nel corso dell'intervista l'architetto ha ricostruito il percorso amministrativo del progetto, spiegando come le valutazioni tecniche più approfondite fossero previste nella fase del progetto definitivo, successiva al progetto di fattibilità tecnico economica.
Il progetto di fattibilità e il progetto definitivo
Rispondendo alle domande della conduttrice, Starc ha ricordato che l'opera era stata approvata nella fase di progetto di fattibilità tecnico economica (PFTE).
Secondo quanto spiegato durante la trasmissione, proprio questa fase non avrebbe esaurito tutte le verifiche tecniche necessarie.
L'architetto ha sottolineato come gli approfondimenti geologici e idrogeologici più dettagliati fossero previsti nella successiva elaborazione del progetto definitivo, che avrebbe dovuto affrontare in maniera puntuale tutte le problematiche emerse nel corso dell'iter progettuale.
Le analisi geologiche richiamate dal Comitato
Nel ricostruire la posizione del Comitato, Starc ha ricordato che la documentazione allegata al progetto comprendeva anche studi di carattere geologico e idrogeologico.
Tuttavia, secondo quanto affermato durante l'intervista, il Comitato riteneva che tali approfondimenti dovessero essere ulteriormente sviluppati nella fase successiva della progettazione.
Una posizione che, secondo l'architetto, nasceva dalla particolare conformazione del territorio interessato dal tracciato e dalla necessità di valutarne attentamente le caratteristiche prima della realizzazione di nuove infrastrutture.
Il ruolo della vegetazione nel controllo delle acque
Uno dei passaggi centrali dell'intervento riguarda la funzione della vegetazione esistente.
Secondo Starc, il bosco e le essenze arboree svolgono oggi un ruolo importante nel contenimento del dilavamento delle acque meteoriche.
Nel corso della trasmissione ha spiegato che l'eventuale diradamento della vegetazione, necessario secondo il Comitato per alcune lavorazioni e per la realizzazione delle piste di servizio, potrebbe modificare questo equilibrio naturale.
Si tratta di una valutazione espressa dal Comitato nel quadro delle proprie osservazioni tecniche sul progetto.
Le bombe d'acqua e i cambiamenti climatici
Durante l'intervista Starc ha richiamato anche l'evoluzione degli eventi meteorologici.
Secondo quanto dichiarato, oggi il territorio è sempre più frequentemente interessato da precipitazioni intense concentrate in tempi molto brevi.
L'architetto ha osservato che queste cosiddette "bombe d'acqua" producono effetti molto diversi rispetto alle piogge costanti del passato e rendono ancora più delicata la gestione delle aree caratterizzate da versanti e pendii.
Per il Comitato questo rappresenta un elemento da considerare con particolare attenzione nella pianificazione di nuove opere infrastrutturali.
Il riferimento alla situazione di Strada del Friuli
Nel corso della trasmissione Starc ha richiamato anche un esempio concreto.
Ha ricordato che Strada del Friuli è interessata da cedimenti e da interventi di ripristino che, a suo giudizio, testimoniano la presenza di situazioni di dissesto meritevoli di attenzione.
Secondo quanto sostenuto durante l'intervista, proprio queste condizioni avrebbero rafforzato le preoccupazioni del Comitato riguardo alla realizzazione di nuove infrastrutture nella stessa area.
L'architetto ha spiegato che l'obiettivo non era creare allarmismi, ma evidenziare la necessità di valutazioni approfondite prima di intervenire su un territorio già complesso sotto il profilo geologico.
Le infrastrutture e la sicurezza del territorio
William Starc ha concluso questa parte dell'intervista ribadendo che, secondo il Comitato, la realizzazione delle opere connesse alla cabinovia avrebbe potuto accentuare fenomeni già presenti.
Tra gli elementi richiamati figurano il disboscamento, la realizzazione delle piste di accesso e gli interventi necessari per garantire la sicurezza dell'impianto.
Secondo la posizione illustrata nel corso della trasmissione, tutti questi aspetti avrebbero richiesto un'attenta valutazione tecnica, motivo per cui il Comitato ha mantenuto la propria contrarietà al progetto anche sotto il profilo della sicurezza del territorio.
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