martedì 29 settembre 2026
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Politica

Attacca il Partito Animalista: "Ovovia dannosa e anti ecologica, animali non tutelati"

Luca Marsi·
Pubblichiamo da FABIO RABAK referente PAI Trieste
 
"Il Partito Animalista Italiano sezione di Trieste esprime nuovamente il proprio disappunto sul progetto della cabinovia che dal punto di vista ambientale risulta funesta e viola le normative di tutela ambientale.
 
Il Bosco Bovedo è un bosco sul mare, che sale da Trieste verso l'altipiano carsico, una piccola meraviglia che per i contenuti naturalistici merita una tutela particolare. Questo sito è unico non tanto per il numero delle specie presenti quanto per una particolarissima associazione vegetale/animale. 
 
Qui convivono specie provenienti da tre diversi habitat: il rovere, l’erica alpina, la salvia e il leccio però è costituito in prevalenza da querce di notevole pregio naturalistico, presenta inoltre siti di inestimabile valore, come la brughiera di eriche, lo stagno, l’ex-cava di arenaria, la radura e alcuni ruscelli.
 
Il bosco fa parte delle aree protette Natura 2000 in quanto Zona a protezione speciale (Zps) e Zona speciale di conservazione (Zsc), che unifica i parchi, le riserve e le aree naturali dell’Unione europea al fine di proteggere la biodiversità e gli habitat naturali.
 
Uno dei suoi aspetti tipici è quello di ospitare una cinquantina di specie di uccelli, molti tutelati dalla Direttiva uccelli del Parlamento europeo e almeno dodici tra rettili e anfibi, tra cui la salamandra pezzata, numerosi piccoli mammiferi, ma soprattutto caprioli e cinghiali che si abbeverano a un piccolo specchio d'acqua.
 
Esistendo tali tutele, un deturpamento del Bosco Bovedo entrerebbe in conflitto con l'UE che sovvenziona solo progetti che rispettano e non deturpano in maniera considerevole l'ambiente.
 
La recente modifica della Costituzione inserisce la tutela della biodiversità tra i suoi valori fondanti e la Strategia europea per la Biodiversità prevede l'aumento delle aree protette. 
 
Il cambiamento climatico e la perdita della natura vanno di pari passo, lo vediamo quotidianamente con la grave siccità che ci coinvolge, quindi dobbiamo essere consapevoli che non si tratta solo della scomparsa di specie vegetali e animali, ma della perdita di molteplici benefici forniti dagli ecosistemi al genere umano che sono alla base di tutta la sua esistenza.
 
Pertanto è stupefacente che il sindaco e la giunta sottovalutino questi fatti a favore di un progetto che comporterebbe un rovinoso disboscamento del Bovedo, inoltre ci rammarica ancora di più notare da parte dell'amministrazione un senso di superiorità nei confronti di chi non condivide questo folle progetto, che si manifesta con un costante disdegno e un'irritante altezzosità.
 
Sarebbe importante che tutti si rendessero conto di come il Bovedo rappresenti un sito naturalistico di livello continentale. Un comprensorio che dev'essere protetto dalla speculazione edilizia e che va tramandato, intatto, alle future generazioni. 
 
Non è sufficiente che il Piano regolatore protegga questa meraviglia della natura ma sta nella coscienza dei cittadini preservare quei luoghi da infausti piani che, un po' alla volta, erodono uno dei tanti piccoli paradisi che Trieste non ha coscienza di avere".

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