martedì 29 settembre 2026
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Politica

Attacca CLPT: "Basta con le morti sul lavoro, basta con le sceneggiate"

Luca Marsi·

Pubblichiamo da CLPT

 

Come avevamo predetto, dopo la morte di Alessandro Zabeo, lavoratore
portuale “somministrato” da Intempo alla Nuova Compagnia Lavoratori
Portuali di Venezia (che è comproprietaria, tramite la Comport SPA, di
Intempo!) per lavorare al terminal Vecon di Porto Marghera, abbiamo avuto le
solite sceneggiate. Sindaci, assessori e politici vari che esprimono cordoglio e
affermano che “è inaccettabile”, “non deve ripetersi” ecc. Peccato che lo
dicano da anni, ad ogni morto sul lavoro, e che siano gli stessi che hanno
approvato le leggi che hanno precarizzato il lavoro e distrutto le già scarse
tutele per la salute dei lavoratori. Per non parlare di chi dovrebbe far
applicare le poche norme sulla salute e sicurezza e che anche sta volta,
come ad ogni morto, promette tavoli e confronti, da cui escono protocolli e
documenti vari che le stesse autorità che li hanno sottoscritti non fanno nulla
per far applicare. Ricordate Bassin e il “decreto Bassin”?
Mentre i sindacati confederali proclamano le solite due ore di sciopero,
dimostrando così solo quanto poco (due ore di salario, 20/30€) vale per loro
la vita di un lavoratore. Da sindacati che dovrebbero forse spiegare quali
siano i legami tra loro, alcuni loro ex dirigenti, la dirigenza delle compagnie e
l’agenzia Intempo, non ci si può aspettare molto altro.
Il CLPT a queste sceneggiate non ha intenzione di starci e ribadisce la
richiesta che i lavoratori hanno approvato in assemblea e con una petizione:
l’applicazione dell’Allegato VIII°, che significa anche che tutti i lavoratori del
porto – interinali, a tempo determinato e a tempo indeterminato - devono
essere dipendenti diretti dell’ente gestore del porto, con uguali condizioni di
lavoro, di salario e di sicurezza. Con carichi di lavoro uguali per tutti e tali da
garantire la salute dei lavoratori e una gestione seria della tutela della salute
e sicurezza.
Comprendiamo i colleghi che sciopereranno per esprimere la loro solidarietà
al collega morto e la rabbia per il ripetersi di questi e veri e propri assassini
sul lavoro. Purtroppo però non basta e non basterà. La nostra salute,
sicurezza e vita oggi possiamo tutelarla solo noi lavoratori. Abbiamo due
strade: o ci guardiamo in faccia tra di noi e decidiamo di non accettare
condizioni di lavoro che non siano sicure, oppure ce ne stiamo ad aspettare il
prossimo morto.

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