Adesso Trieste: "Tre alberi su dieci piantati nel Farneto due anni fa sono morti"

Nel corso degli ultimi giorni Adesso Trieste ha voluto verificare lo stato dell’arte relativo a un importante intervento di riforestazione effettuato due anni fa, nell’ottobre 2024, quando Arca Fondi e CiviBank avevano finanziato la messa a dimora di 750 alberelli donati al Comune di Trieste nell’ambito di un’operazione definita dalla stessa amministrazione “un esempio virtuoso di collaborazione tra il sistema pubblico e privato”. Terminato il periodo di cura da parte dei privati, la situazione fotografata dall’indagine a campione effettuata da Adesso Trieste è critica: sebbene alcune piantine precedentemente morte siano già state sostituite, il tasso di mortalità si aggira intorno al 28%. Proiettato sull’intero intervento, significa che dalle 750 piantine iniziali si è passati a 540 esemplari ancora vivi, con una perdita di 210 piante al netto dei re-impianti. Un’altra area riforestata dal Comune nei pressi del parco giochi, con più di 300 piante messe a dimora nel 2023, presenta a colpo d’occhio tassi di mortalità ancora più alti, anche se difficili da stimare con precisione a distanza di più tempo dall’intervento.
«In interventi del genere un certo tasso di mortalità è fisiologico - dichiara Marco Slavich, Coordinatore dell’Assemblea Tematica Ecologia di Adesso Trieste - Chiediamo all’Amministrazione se l’area sia stata adeguatamente mantenuta e se siano stati raccolti dati rispetto al numero di alberi ancora vivi. Evidenziamo però anche due aspetti importanti di questa vicenda che riguardano l’intero settore del verde comunale. Il primo è la necessità di una maggiore cura del verde, proprio per minimizzare le morti spontanee come in questo caso o gli abbattimenti nel caso di alberi adulti che, tra le altre cose, rendono più freschi e ombreggiati alcuni angoli dei nostri rioni altrimenti invivibili. Il secondo è che ci aspettiamo che il prossimo Bilancio arboreo, che tiene conto di piantumazioni e abbattimenti nel corso del mandato amministrativo di riferimento, conteggi questo intervento in maniera corretta, prendendo in considerazione solo le piante effettivamente sopravvissute».
«Sulla gestione del verde urbano serve un deciso cambio di passo - aggiunge Riccardo Laterza, Capogruppo di Adesso Trieste in Consiglio Comunale - Gli interventi spot senza un’adeguata programmazione e progettazione rischiano, come nell’ormai famigerato caso degli “alberi in scatola”, di non rispondere nemmeno all’esigenza minima di creare ombreggiatura nelle isole di calore urbane. Per invertire la rotta sono quattro i punti essenziali: realizzare un Piano Strategico del Verde che consideri alberi ed elementi verdi come una vera infrastruttura da curare, mantenere ed espandere; adeguare il Regolamento del Verde e il Piano Regolatore ad approcci sempre più urgenti come la de-pavimentazione; ricostruire il settore del Verde Pubblico comunale, per il quale ad oggi l’organico comunale prevede solo sei giardinieri per tutta la città; infine, evitare l’abbattimento di altri alberi quando non necessario per ragioni di salute e sicurezza. Su quest’ultimo aspetto, dalla pineta di Cattinara a Grignano, fino all’ex Pavan a San Giacomo, gli esempi negativi si sprecano».
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