martedì 29 settembre 2026
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Politica

Adesso Trieste presenta una mozione per la riduzione della plastica in mare

Luca Marsi·
Mercoledì 8 giugno, proprio nella Giornata mondiale degli oceani, Adesso Trieste ha presentato in III Commissione una mozione volta a ridurre la dispersione di plastiche in mare durante attività e manifestazioni che si svolgono lungo la costa. Sebbene a gennaio di quest’anno sia stata recepita la direttiva europea SUP sulla plastica monouso, le eccezioni introdotte dall’Italia fanno sì che i pericoli per il nostro mare rimangano. La mozione dunque chiede di avviare un confronto per l’applicazione della direttiva nella prossima stagione estiva, di allinearsi con la normativa europea (più stringente di quella italiana) quantomeno sul fronte mare e di avviare delle campagne di sensibilizzazione per i privati. La vicesindaco Tonel risponde dicendo che “la transizione ecologica va portata avanti con calma per non provocare traumi”: risposta inaccettabile in un momento di grave crisi climatica che richiede interventi urgenti e radicali.
 
«Quello che mi ha spinta a presentarla è stata l'esperienza comune a molti di noi che vede bicchieri e stoviglie in plastica volare in mare nelle innumerevoli manifestazioni o attività che si tengono sul lungomare triestino. - dichiara Giulia Massolino, Consigliera di Adesso Trieste firmataria della mozione - Le richieste erano molto semplici: avviare un confronto con le categorie interessate per trovare il miglior modo di applicare la direttiva e incentivare lo sfuso; vietare anche le plastiche compostabili e i prodotti rivestiti in plastica nelle attività che si svolgono sul lungomare; promuovere delle azioni di sensibilizzazione verso chi consuma sul fronte mare prodotti in contenitori di plastica portati da casa (ad esempio i comuni pic nic in pineta di Barcola). La distribuzione di prodotti sfusi, alla spina, con vuoti a rendere o con contenitori forniti con cauzione sono pratiche estremamente comuni in molte parti d’Europa e che si iniziano a diffondere anche in Italia. Permettere che le attività sulla costa riempiano il nostro mare di plastica senza fare nulla per impedirlo significa non avere a cuore né la città, né il nostro comune futuro».

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