«Acquamarina, NON accontentiamoci solo di una piscina»
«Fintantoché la struttura della “Piscina Acquamarina” è posta sotto sequestro, mi meraviglio si possa ritenere sia sufficiente realizzare solo una nuova copertura. L’ipotesi è, certamente, la più ovvia e scontata ma tralascia altri aspetti determinanti, tra cui gli ingenti danni presumibilmente provocati dal cedimento del tetto alla vasca e agli spazi interni, senza, comunque, prendere in considerazione anche lo stato effettivo degli impianti di ricambio e approvvigionamento idrico salmastro». Lo sottolinea il consigliere comunale di Forza Italia Michele Babuder
«È - ancora - , inoltre, indispensabile la concorde volontà della proprietà che, si ricorda, non è il Comune di Trieste, bensì il Demanio. Fermo restando che l’Amministrazione si è immediatamente attivata per, quantomeno, limitare i disagi patiti dall’utenza, cui ovviamente bisogna assicurare un’alternativa, resta il punto di “NON accontentarsi di una piscina”!
«Se -viene sottolineato - è vero che Trieste sta assumendo sempre più le caratteristiche di città turistica, è altrettanto vero che poche strutture ricettive in città sono attrezzate per offrire alcuni servizi in grado di aumentare la permanenza e il piacere del soggiorno dei visitatori. E tra questi rientrano sicuramente anche quelli del wellness e del tempo libero. In quest’ottica, ritengo sia essenziale adottare una visione complessivamente più lungimirante, volta a favorire investimenti privati e, soprattutto, il coinvolgimento delle categorie e degli albergatori anche per la destinazione di una parte dell’imposta di soggiorno finalizzata alla realizzazione di strutture che possano servire sia l’utenza locale sia quella turistica. Una non esclude certamente l’altra e il fatto che la gestione possa essere in capo a privati ne garantirebbe sicuramente una più efficiente e costante manutenzione e ammodernamento».
«La realizzazione - conclude - di un centro polifunzionale, quindi, dotato di più vasche e di servizi wellness, che solitamente, purtroppo, anche noi triestini siamo abituati a ricercare oltre confine, ritengo sia ormai un’indispensabile prospettiva di sviluppo. In questi termini di condivisione, peraltro, già lo scorso anno sono stati destinati circa 50 mila Euro dell’imposta di soggiorno per la progettazione delle “terrazze del bivio” di Miramare, che potrebbero diventare una delle prime opere realizzate con una parte dell’imposta turistica».
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