Tutela biodiversità: "A rischio anfibi e gamberi di fiume, la Regione deve intervenire"
"Preoccupano le notizie provenienti dallo Judrio e da altri corsi d'acqua della regione. Dopo l'esondazione dello Judrio il prosciugamento rapido di ampi tratti del fiume ha provocato la morte di moltissimi pesci e organismi acquatici, la preoccupazione rimane alta per la necessità di salvaguardare l'intero ecosistema fluviale. Perciò ho chiesto e torno a chiedere alla Regione di attivarsi per trovare al più presto delle soluzioni in caso di emergenza, come ad esempio l'immissione di acqua dai canali utilizzati per l'irrigazione e che in futuro istituisca una procedura di prevenzione". Lo afferma, in una nota, la consigliera regionale Laura Fasiolo (Pd).
"Gli scienziati - prosegue Fasiolo - stanno ripetendo da molti anni che alluvioni e siccità sono pericoli che si alternano e le istituzioni competenti devono attuare tutte le strategie possibili per mitigare gli effetti negativi del fenomeno. L'Ente tutela patrimonio ittico e i volontari che si sono impegnati nel recupero della fauna acquatica sono stati straordinari, ma non è la soluzione sufficiente specie dopo gli eventi calamitosi delle scorse settimane, che hanno messo a rischio anfibi rari come la rana di Lataste, insetti protetti come la libellula Cordulegaster heros, il mollusco bivalve Microcondylaea Bonellii e il gambero di fiume".
La consigliera dem ricorda che "il 29 ottobre dello scorso anno avevo presentato un'interrogazione attraverso la quale chiedevo alla Giunta di stanziare le risorse necessarie alla manutenzione straordinaria in particolare del corso del torrente Versa consistente nei lavori di pulizia dell'alveo dalla vegetazione e nella realizzazione delle roste utili al ripristino della
sedimentazione argillosa funzionale alla creazione di vasche per la salvaguardia ittica, nonchè misure per la salvaguardia del bivalve". "Richieste tristemente snobbate per una politica che si pone la priorità di ascoltare se stessa, e inseguire logiche opportunistiche, senza uno sguardo lungo. Il bacino idrografico dell'Isonzo riceve affluenti importanti, che non possono
aspettare lustri nè il passaggio di mano ad altre legislature per una rilettura e messa in sicurezza", conclude la nota.
ACON/COM/mv