Risse, rapine e furti: “non se ne può più”, la rabbia di un triestino contro l’assenza delle istituzioni

Risse, rapine e furti: “non se ne può più”, la rabbia di un triestino contro l’assenza delle istituzioni

“Trieste è una città allo sbando”. È una frase netta, senza giri di parole, quella che arriva alla redazione di Trieste Cafe in una segnalazione firmata da un lettore. Un messaggio lungo e amaro, che fotografa un sentimento sempre più diffuso tra molti cittadini: la percezione di una sicurezza in affanno, tra episodi di cronaca, risse, furti e un senso crescente di sfiducia verso le istituzioni.

Il lettore, riferendosi anche ai fatti avvenuti nelle ultime ore, parla di un clima che definisce “un bollettino di guerra”, sostenendo che la gente avrebbe “paura di uscire” e chiedendo con forza risposte concrete.

“Polizia sotto organico e politica assente”: lo sfogo

Nella segnalazione, il cittadino mette al centro un punto preciso: gli organici. “Polizia sotto organico”, scrive, aggiungendo che “ieri altri reati” e “altra rissa in via Rismondo” sarebbero l’ennesima prova di una realtà che, per chi vive la città ogni giorno, starebbe scivolando verso una normalizzazione dell’emergenza.

Il bersaglio dello sfogo non è solo la criminalità, ma soprattutto ciò che viene percepito come un vuoto di presenza e di reazione: “politici assenti, governo assente”, è la frase che sintetizza meglio lo stato d’animo espresso.

“Sentiamo parlare solo di crociere e luci di Natale”

Il messaggio si allarga poi a un altro tema: la distanza tra la narrazione pubblica e ciò che molte persone dichiarano di vivere per strada. Il lettore scrive che, mentre si discute di crociere, eventi, luci e vetrine, “la realtà” sarebbe invece segnata da risse, rapine e furti.

Una contrapposizione che, anche se espressa con toni duri e di pancia, racconta un dato politico e sociale: la richiesta di sicurezza sta tornando ad essere uno dei bisogni primari avvertiti in città.

Prefetto e questore: “si devono fare sentire”

Nella parte finale, il cittadino invoca apertamente un cambio di passo: chiede che prefetto e questore “si facciano sentire”, indicando la necessità di una risposta istituzionale più visibile, più percepita, più concreta.

È una richiesta che si ripete spesso quando i residenti parlano di episodi che si concentrano nelle ore notturne o in alcune zone sensibili della città: non solo interventi “dopo”, ma anche prevenzione e presenza “prima”.

Un malessere che si allarga: la città chiede risposte

Al netto dei toni accesi, la segnalazione consegna un dato chiaro: c’è una parte di Trieste che si sente sola, che avverte un indebolimento della sicurezza quotidiana e che pretende risposte.

Perché la sicurezza non è uno slogan, ma una condizione concreta: è poter rientrare la sera senza ansia, dormire senza rumori e risse, camminare senza temere che “succeda qualcosa”. E quando questo equilibrio si rompe, la città si spegne.

Trieste Cafe continuerà a raccogliere le segnalazioni dei cittadini e a dare spazio, con equilibrio e responsabilità, a un tema che resta centrale: la vivibilità di Trieste.