Trieste protagonista alle Giornate FAI di Primavera: oltre 11.000 visite in FVG nonostante il maltempo (FOTO)

Oltre 11.000 presenze nelle 20 aperture distribuite in 12 località del Friuli Venezia Giulia per la 33ª edizione delle Giornate FAI di Primavera, andata in scena sabato 22 e domenica 23 marzo. Un’edizione speciale, dedicata ai 50 anni della fondazione del FAI, che ha confermato quanto forte sia l’interesse verso il patrimonio storico e culturale meno noto del nostro Paese.
Trieste tra le città più visitate
Anche Trieste ha avuto un ruolo di primo piano: nella sola area cittadina si sono superate le 3.000 visite, al pari di Pordenone, mentre la ex provincia di Udine ha toccato quota 4.862 visite. In tutto il FVG, la risposta del pubblico è stata straordinaria, con cittadini e turisti in fila — nonostante la pioggia — per scoprire luoghi spesso chiusi al pubblico.
Luoghi simbolo e lunghe code per accedere
Ben cinque i siti che hanno superato le 1.000 presenze, tra cui due triestini: l’ex Palazzo del Lloyd Triestino, oggi sede della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, e Villa Necker. Lunghe code anche per Casaforte Bergum e Villa Gorgo, a dimostrazione del grande interesse per queste aperture straordinarie.
Un successo reso possibile dai volontari
Il merito di questa riuscita va all’impegno instancabile dei Volontari delle Delegazioni e dei Gruppi FAI, dei FAI Giovani e degli Apprendisti Ciceroni, con il supporto della Protezione Civile e della Croce Rossa Italiana. Importante anche la collaborazione di enti, istituzioni, privati e associazioni che hanno aperto le porte dei propri beni.
Un’edizione speciale per i 50 anni del FAI
«Le mie prime Giornate FAI di Primavera da presidente del FAI Friuli Venezia Giulia corrispondono all’edizione speciale per i 50 anni della fondazione: un’occasione preziosa per vivere e condividere lo spirito di “civile servizio” che 200 Volontari hanno messo in pratica per permettere a oltre 11.000 persone di godere di tanti luoghi speciali», ha dichiarato Beatrice Duranti, nuova presidente regionale del FAI.
Il valore della cultura condivisa
Nonostante il maltempo, l’iniziativa ha rappresentato ancora una volta un’opportunità di crescita culturale e collettiva. Il FAI, da oltre mezzo secolo, continua a promuovere la cura, la tutela e la conoscenza del nostro patrimonio, rafforzando il senso di identità e appartenenza nazionale ed europea.
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