Triestino contesta il richiamo: "In bici scelgo la corsia più sicura, non sempre quella più a destra"

Un episodio avvenuto lungo uno degli assi viari più trafficati della città riapre il dibattito sulla circolazione delle biciclette e sull'interpretazione delle norme del Codice della strada.
A raccontarlo a Trieste Cafe è un lettore, ciclista abituale, che spiega come negli anni gli sia capitato più volte di sentirsi urlare dagli automobilisti di spostarsi "più a destra", anche in situazioni in cui, secondo la sua valutazione, quella scelta avrebbe comportato un rischio maggiore.
L'ultimo episodio, riferisce, sarebbe avvenuto lungo il percorso tra Largo Barriera, via Carducci, piazza Oberdan e piazza Dalmazia, dove avrebbe avuto un confronto con un'esponente delle forze dell'ordine.
Secondo il racconto del lettore, la scelta di non occupare la corsia più a destra era legata esclusivamente a motivi di sicurezza e alla necessità di proseguire diritto. A suo giudizio, infatti, la corsia di destra viene spesso utilizzata dai veicoli che devono svoltare, rendendo potenzialmente più rischioso il transito di una bicicletta che intenda invece continuare lungo la stessa direttrice.
Il ciclista riferisce di aver spiegato questa motivazione durante il colloquio, ricevendo però l'indicazione che le biciclette dovrebbero mantenere rigorosamente la destra.
Una volta rientrato a casa, racconta di aver consultato il Codice della strada, soffermandosi sull'articolo 143, comma 7, che disciplina l'utilizzo delle corsie nei centri abitati. Il passaggio citato prevede che, sulle carreggiate con due o più corsie per senso di marcia, si percorra normalmente la corsia libera più a destra, ma aggiunge anche che i conducenti possono impegnare la corsia ritenuta più opportuna in relazione alla direzione che intendono prendere alla successiva intersezione.
La segnalazione non vuole mettere in discussione l'operato di alcuno, ma propone una riflessione su una situazione che molti ciclisti dichiarano di vivere quotidianamente nel traffico cittadino, soprattutto in corrispondenza degli incroci più complessi.
L'obiettivo, conclude il lettore, è aprire un confronto sul tema della sicurezza stradale e sulla corretta applicazione delle norme, affinché automobilisti, ciclisti e tutti gli utenti della strada possano condividere gli spazi in modo sempre più consapevole.
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