Sanremo: il pubblico canta “Figli delle stelle” e il ricordo vola ai due agenti triestini

Durante la puntata di stasera di Sanremo, nel segmento di “Tutti cantano Sanremo”, il conduttore Carlo Conti ha coinvolto l’intero pubblico in un momento di intensa partecipazione collettiva, invitando tutti a intonare uno dei brani simbolo della musica leggera italiana: “Figli delle stelle”, portato al successo da Alan Sorrenti nel 1977.
Mentre l’orchestra faceva risuonare le prime note, la platea si è illuminata di luci blu e rosse, grazie ai braccialetti luminosi distribuiti ai presenti, che si accendevano a ritmo di musica. È stato un istante magico, in cui artisti, addetti ai lavori e spettatori si sono uniti in un grande coro, riportando alla mente il fascino intramontabile di uno dei pezzi più noti della disco italiana.
Tuttavia, per i triestini presenti in sala o davanti allo schermo, quel ritornello ha assunto un significato ancora più intenso. Cinque anni fa, infatti, la città fu scossa dal tragico omicidio di due giovani agenti di Polizia, Matteo Demenego e Pierluigi Rotta, avvenuto il 4 ottobre 2019. Le circostanze drammatiche in cui persero la vita rimasero impresse nella memoria collettiva di Trieste e di tutto il Paese, segnando per sempre il ricordo di chi vide in loro non solo due servitori dello Stato, ma anche due figli della città, custodi di speranze e progetti per il futuro.
Secondo quanto riportato anche da un articolo del Trieste Cafe, il brano “Figli delle stelle” è diventato, per alcuni triestini, un richiamo simbolico a chi non c’è più, un modo per onorare e ricordare quei “ragazzi tra le stelle” che hanno lasciato un vuoto incolmabile nella comunità.
Nei momenti in cui il pubblico di Sanremo intonava il ritornello, l’emozione è cresciuta ancor di più: lo spettacolo di luci, voci e musica ha dato vita a una cornice suggestiva e toccante. La musica – come spesso accade – ha assunto il potere di unire diverse generazioni, di far sorridere e ballare, ma anche di raccogliere in un unico abbraccio coloro che, nel cuore, sentono la mancanza di chi ha perso la vita troppo presto.
In quell’applauso finale, mentre si spegnevano le ultime note, il pensiero di molti è andato a Demenego e Rotta, e a tutte le persone che, quotidianamente, rischiano o sacrificano la propria esistenza per il bene di tutti. Anche così, Sanremo si è confermato un palco capace non solo di lanciare canzoni immortali, ma anche di veicolare messaggi importanti, diventando scenario di un omaggio ideale a chi non c’è più ma continua a vivere nel ricordo collettivo.
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