Rock Camp Festival 2026, a Prepotto tre giorni di musica con 24 band da tutta Europa

Dal 4 al 6 settembre 2026 Prepotto di Duino Aurisina, nel cuore del Carso triestino, tornerà ad accendersi con il Rock Camp Festival, giunto alla sua settima edizione. Sul palco saliranno 24 band provenienti da Italia, Croazia, Austria e Svizzera, per tre giornate costruite attorno alla musica dal vivo, alla scena emergente, alla sostenibilità e all’impegno sociale.
Nato nel 2016 dall’attività dell’associazione no-profit Rock Out X Project, il festival è cresciuto negli anni fino a diventare un appuntamento con una forte dimensione internazionale e transfrontaliera, capace di creare un ponte culturale con Slovenia e Croazia.
Tre giorni di musica sul Carso
Il programma prenderà il via venerdì 4 settembre, con apertura dei cancelli alle 17.30, e proseguirà fino a domenica 6.
La giornata inaugurale avrà una forte impronta internazionale, con Jelusick dalla Croazia, Comaniac dalla Svizzera, Savanah dall’Austria, oltre a Diamond Dust, Hell Metall e Runover.
Sabato 5 settembre sarà invece interamente dedicato alla campagna “Donne in un mondo libero – Women: Rockin’ in a Free World”, con una line-up costruita attorno ad artiste, band femminili e female-fronted.
Domenica 6 settembre spazio alla festa di comunità e alla scena emergente, con ingresso libero e una programmazione dedicata anche a quelle realtà musicali che faticano maggiormente a trovare palchi su cui esibirsi.
Una giornata intera dedicata alle artiste
Uno dei temi centrali dell’edizione 2026 sarà proprio il ruolo delle donne nella musica.
Sabato saliranno sul palco Hell in the Club, Deathless Legacy, Demetra’s Scars, The Nyx, Tales in Colour, Cavana, Red Code e Final Stage.
La giornata non sarà soltanto musicale, ma avrà anche un forte significato sociale, con l’obiettivo di portare al centro dell’attenzione i temi della prevenzione, della legalità e del contrasto alla violenza di genere.
Donazione di 1.000 euro al GOAP
Durante la conferenza stampa di presentazione, Rock Out X Project ha consegnato al GOAP – Centro Antiviolenza di Trieste una donazione di 1.000 euro, destinata a sostenere le attività di accoglienza e supporto alle donne che si rivolgono al centro.
Laura Cogoi, operatrice del GOAP, ha sottolineato come la violenza contro le donne sia «un fenomeno culturale» e come proprio cultura, musica e creatività possano diventare spazi fondamentali per mettere in discussione stereotipi e modelli.
Dulbecco: «La musica può promuovere una cultura del rispetto»
Sul valore dell’iniziativa è intervenuta anche Valeria Dulbecco, dirigente della Divisione Anticrimine della Questura di Trieste.
«La musica è un linguaggio universale, capace di arrivare a persone di ogni età e sensibilità», ha sottolineato.
Secondo Dulbecco, portare il tema della violenza di genere dentro un festival aperto a tutti significa contribuire concretamente a diffondere consapevolezza, rispetto e prevenzione.
Barzelatto: «Molto più di un festival»
Il presidente di Rock Out X Project e organizzatore dell’evento, Massimo Barzelatto, ha definito il Rock Camp «molto più di un festival».
«È la dimostrazione che c’è una fame enorme di musica dal vivo e di palchi su cui esibirsi accanto ad artisti internazionali già affermati», ha spiegato.
Secondo Barzelatto, l’esperienza immersa nel verde del Carso triestino, con pubblico proveniente anche dall’estero, rappresenta una formula inclusiva che va ben oltre la semplice esibizione musicale.
Gabrovec: «Un vero palcoscenico internazionale»
Il sindaco di Duino Aurisina, Igor Gabrovec, ha sottolineato il valore transfrontaliero della manifestazione.
«Questo evento non è solo un orgoglio per Duino-Aurisina, ma un vero palcoscenico internazionale», ha dichiarato.
Per Gabrovec, la forza del festival sta proprio nella sua capacità di unire artisti e pubblico provenienti da diverse nazioni attraverso il linguaggio universale della musica.
Prezzi calmierati, under 18 gratis e campeggio incluso
La filosofia dell’edizione 2026 guarda ai grandi festival del Nord Europa, con attenzione particolare a sicurezza, benessere del pubblico e accessibilità economica.
Il biglietto giornaliero costa 15 euro il venerdì e 10 euro il sabato, mentre domenica l’ingresso sarà gratuito. Il braccialetto valido per tutti e tre i giorni costa 20 euro.
L’ingresso è gratuito per gli under 18 e il campeggio è compreso nel braccialetto, senza costi aggiuntivi.
Inclusi anche workshop, laboratori per bambini, performance, mercatini di artigianato locale, servizi igienici, punti di ricarica e area colazione.
Mobilità sostenibile con il Rock Bus
Per tutte e tre le giornate sarà attivo anche il Rock Bus, grazie alla collaborazione con Regione Friuli Venezia Giulia e Trieste Trasporti.
La navetta partirà da piazza Oberdan alle 17 e farà ritorno da Prepotto a mezzanotte.
L’obiettivo è incentivare la mobilità sostenibile e garantire maggiore sicurezza negli spostamenti del pubblico.
Energia rinnovabile e prodotti a chilometro zero
Il festival punta anche sulla sostenibilità ambientale.
L’energia utilizzata sarà proveniente al 100% da fonti rinnovabili, mentre sul fronte gastronomico verranno valorizzate le eccellenze locali e i prodotti a chilometro zero.
Una manifestazione che vuole così unire musica, territorio, inclusione, sostenibilità e responsabilità sociale in un unico grande appuntamento sul Carso triestino.
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