sabato 12 settembre 2026
Trieste Cafe Il meglio di Trieste ogni giorno
18/06 un tuffo in un mare di spettacoli (CONTINUATIVO)
Breaking
Trieste, Nicole Matteoni: «Il porto deve crescere insieme alla ferrovia» (VIDEO) Tommaso Starec sul tetto del mondo: oro nel tiro a segno paralimpico e pass per Los Angeles 2028 Trieste, allarme a Trebiciano: «Finti carabinieri al telefono per far uscire di casa» Trieste, casetta in fiamme tra via Tribel e via Rossi: maxi intervento dei Vigili del fuoco (VIDEO) Trieste, incendio tra via Tribel e via Rossi: massiccio intervento dei Vigili del fuoco Monfalcone, Fincantieri e UFM insieme per i giovani: 20 borse sportive gratuite Trieste verso le elezioni, Bertoli: «Otto-nove mesi per portare avanti partite importanti» (VIDEO) Scuola Caprin, Lodi: «A gennaio i ragazzi torneranno in una scuola completamente nuova» (VIDEO) Trieste, De Gavardo sui proprietari dei cani: «La maggior parte conosce benissimo le regole» (VIDEO) Trieste 2027, Piero Camber: «Quando vai a votare vuoi sapere chi stai votando» (VIDEO) Trieste 2027, Ramazzina: «Seguire le impronte di Dipiazza sarà un bene per tutti» (VIDEO) Trieste, Dipiazza sui confini: «53 aperti, ne controlliamo 13. Così non controlliamo niente» (VIDEO) Trieste, movida al contrario. Miguel Selekta: «Più scelta d’inverno, d’estate dopo mezzanotte?» (VIDEO) Il meteo di sabato 12 settembre, cielo sereno Trieste, medaglia bronzea all’Ande per gli 80 anni di impegno civico Trieste, Nicole Matteoni: «Il porto deve crescere insieme alla ferrovia» (VIDEO) Tommaso Starec sul tetto del mondo: oro nel tiro a segno paralimpico e pass per Los Angeles 2028 Trieste, allarme a Trebiciano: «Finti carabinieri al telefono per far uscire di casa» Trieste, casetta in fiamme tra via Tribel e via Rossi: maxi intervento dei Vigili del fuoco (VIDEO) Trieste, incendio tra via Tribel e via Rossi: massiccio intervento dei Vigili del fuoco Monfalcone, Fincantieri e UFM insieme per i giovani: 20 borse sportive gratuite Trieste verso le elezioni, Bertoli: «Otto-nove mesi per portare avanti partite importanti» (VIDEO) Scuola Caprin, Lodi: «A gennaio i ragazzi torneranno in una scuola completamente nuova» (VIDEO) Trieste, De Gavardo sui proprietari dei cani: «La maggior parte conosce benissimo le regole» (VIDEO) Trieste 2027, Piero Camber: «Quando vai a votare vuoi sapere chi stai votando» (VIDEO) Trieste 2027, Ramazzina: «Seguire le impronte di Dipiazza sarà un bene per tutti» (VIDEO) Trieste, Dipiazza sui confini: «53 aperti, ne controlliamo 13. Così non controlliamo niente» (VIDEO) Trieste, movida al contrario. Miguel Selekta: «Più scelta d’inverno, d’estate dopo mezzanotte?» (VIDEO) Il meteo di sabato 12 settembre, cielo sereno Trieste, medaglia bronzea all’Ande per gli 80 anni di impegno civico
Eventi

Rai Friuli Venezia Giulia ricorda Luchetta, D'Angelo e Ota

Luca Marsi·
Rai Friuli Venezia Giulia ricorda Luchetta, D'Angelo e Ota

Il 28 gennaio 1994, trent'anni fa, una granata esplosa a Mostar, in Bosnia, uccideva il giornalista Marco Luchetta, l'operatore Alessandro Saša Ota e il tecnico di ripresa Dario D'Angelo, tutti e tre della Sede Rai del Friuli Venezia Giulia, inviati sul fronte della guerra nella ex Jugoslavia. Nell'anniversario della loro morte la Struttura Programmi Italiani della Sede Rai del Fvg dedica loro il documentario "Mostar, trent'anni e oltre" di Piero Pieri con la collaborazione di Alessandro Spanghero e le riprese di Gianni Toffolutti. Il documentario andrà in onda domenica 28 gennaio alle 9.15 su Rai 3 regionale e alle 00.30 su Rai 3 nazionale (disponibile anche su RaiPlay, con replica mercoledì 31 gennaio alle 21.20 su Rai 3 bis; canale 810). Il documentario propone 13 testimonianze di chi ha conosciuto i tre inviati, comprese quelle dei familiari che raccontano l'intimità dei propri sentimenti, le interviste ai colleghi che, negli anni '90, lavorarono nelle zone di guerra nella ex Jugoslavia. Testimonianze che riportano lo spettatore italiano al conflitto e alle tensioni tra le popolazioni italiane di confine. "Il lavoro dei corrispondenti e delle troupe che attraversarono i conflitti tra sloveni, croati, serbi, bosniaci, kosovari fu rischioso, ma determinante per la conoscenza di quella guerra feroce e difficilissima da capire nelle dinamiche e nelle motivazioni - riporta una nota della Rai - La loro esperienza di fine '900 determinò, inoltre, un cambio di passo nel mestiere del giornalismo di guerra che, fino a quel momento, in Italia non aveva tradizione e che dovette adattare in fretta modalità di organizzazione e di sicurezza". Quel tragico fatto fu la spinta per la nascita della Fondazione Luchetta, Ota, D'Angelo, Hrovatin che, in questi trent'anni, ha accolto e curato centinaia di bambini vittime con le loro famiglie di conflitti e in gravi condizioni di necessità. La Rai sottolinea "il fermo rifiuto della violenza". Per questo le testimonianze raccolte "incarnano un potente antidoto all'ignoranza e all'orrore della guerra". (ANSA).  DO

Articoli correlati