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Cronaca

Trieste, Dipiazza sui confini: «53 aperti, ne controlliamo 13. Così non controlliamo niente» (VIDEO)

Luca Marsi·
Trieste, Dipiazza sui confini: «53 aperti, ne controlliamo 13. Così non controlliamo niente» (VIDEO)

Roberto Dipiazza alza i toni sul tema confini, immigrazione e controlli, definendo inefficace l’attuale sistema e annunciando di voler portare direttamente la questione a Roma.

Il sindaco di Trieste ha affrontato il tema all’inizio della diretta condotta da Luca Marsi, esprimendo forte irritazione per la situazione che, a suo giudizio, continua a registrarsi sul territorio cittadino.

«Oggi ho fatto un casino con Roma col ministro perché lo voglio incontrare, perché è ora di finirla», ha dichiarato Dipiazza.

Dipiazza: «Questi dormono dappertutto e non facciamo niente»

Il primo cittadino ha collegato il tema alla presenza di migranti che dormono in diversi punti della città.

«Questi dormono dappertutto e non facciamo niente», ha affermato.

Nello stesso passaggio Dipiazza ha espresso anche una critica nei confronti delle forze dell’ordine, sostenendo che servirebbe maggiore incisività.

«Per questo attaccherei anche un po’ le forze dell’ordine, che forse dovrebbero essere un po’ più cattive», ha detto, chiarendo il senso della sua richiesta di maggiori interventi.

«Abbiamo 53 confini aperti e ne controlliamo 13»

Il passaggio più netto è arrivato poco dopo, quando il discorso si è concentrato sui valichi.

«Io dico che abbiamo 53 confini aperti e ne controlliamo 13. Cosa vuol dire? Vuol dire che non controlliamo niente», ha dichiarato il sindaco.

Dipiazza ha quindi citato una serie di passaggi di confine nell’area triestina e muggesana per sostenere la propria tesi.

«Se io e te andiamo in questo momento a Lazzaretto è aperto. Se andiamo a Chiampore è aperto. Se andiamo più avanti a Santa Barbara è aperta. Se andiamo a Flavia è aperto. Se andiamo a Ospo è aperto».

La provocazione dell’«elefante»

Per sottolineare ulteriormente la propria posizione, Dipiazza ha utilizzato anche un’immagine volutamente provocatoria.

«Io e te con un elefante passiamo davanti, dentro e fuori da questi confini perché sono tutti liberi», ha affermato.

Poi ancora: «Ma cosa controlliamo? Dico io, cosa controlliamo?».

Secondo il sindaco, il mantenimento di alcuni punti di controllo non sarebbe sufficiente se numerosi altri valichi rimangono liberamente attraversabili.

Critiche anche sulla gestione dell’accoglienza

Dipiazza ha affrontato anche il tema delle strutture utilizzate per l’accoglienza.

«Poi li teniamo in albergo che anche lì sono un po’ critico», ha dichiarato.

Il sindaco ha indicato anche una possibile alternativa: «Abbiamo una scuola di polizia a San Giovanni che potrebbe tranquillamente ospitarli».

Si tratta di una posizione politica molto netta, destinata inevitabilmente a riaccendere il confronto cittadino su accoglienza, gestione dei flussi migratori e sicurezza.

Il tema entra nella lunga corsa alle comunali

La questione non è rimasta isolata dal resto della trasmissione.

Nel corso del dibattito sulle elezioni comunali del 2027, anche Piero Camber ha indicato l’accoglienza tra i temi sui quali vorrebbe conoscere con maggiore precisione le proposte del centrosinistra.

Camber ha sottolineato che proprio sui grandi dossier cittadini, tra cui sicurezza e immigrazione, le coalizioni dovranno arrivare al voto con programmi chiari e riconoscibili.

Un confronto destinato ad accendersi

La posizione di Dipiazza anticipa quindi uno dei temi che potrebbero caratterizzare maggiormente il dibattito politico dei prossimi mesi.

Il sindaco chiede un sistema di controlli più efficace, maggiore incisività operativa e una diversa gestione dell’accoglienza.

Un’impostazione destinata a diventare terreno di confronto tanto all’interno del centrodestra quanto nel faccia a faccia con il centrosinistra in vista del 2027.

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