Movida, dj Miguel Selekta: “Trieste non è morta, ma serve più rispetto per chi lavora nella notte” (VIDEO)

“La notte è lavoro, cultura, energia. E a Trieste merita più rispetto”. Miguel Selekta, uno dei DJ più noti e seguiti del panorama notturno triestino, ha scelto la diretta serale di Trieste Cafe per lanciare un messaggio forte e sentito: Trieste si sta risvegliando, ma la strada per una movida viva, inclusiva e rispettata è ancora lunga.
“Trieste non è solo anziani: c’è voglia di uscire e fare festa”
Durante l’intervento, Miguel ha subito chiarito un punto che spesso ritorna nel dibattito cittadino: “Trieste è una città anziana? Forse sì, ma questo non può e non deve essere un problema. Se c’è un’offerta pensata per i giovani, allora la convivenza è possibile, anzi: è una ricchezza”. Il DJ ha sottolineato come negli ultimi anni si stia assistendo a una timida ma significativa inversione di tendenza: “Ci sono sempre più serate con target precisi, dai più giovani fino ai 50-60enni. La città sta cambiando, lentamente ma con entusiasmo”.
L’accusa: “D’estate la città dorme, mancano le proposte vere”
Se Trieste in inverno riesce ancora a “portare a casa la minestra”, come dice Miguel con ironia, il vero dramma arriva con l’estate. “Non esistono proposte notturne vere, intendo dopo mezzanotte. In una città di mare e sempre più turistica è inaccettabile”.
L’attacco sui limiti di orari e decibel: “Così si uccide la vita notturna”
Selekta non si è risparmiato nel denunciare i limiti eccessivi imposti da regolamenti e lamentele: “Troppe restrizioni su orari e volume. Ma a volte è la gente a lamentarsi, anche quando i decibel sono sotto la soglia. Il brusio di un locale non è più fastidioso dei frigoriferi di una rosticceria”.
“Il lavoro nella notte è lavoro vero. E va rispettato”
Uno dei momenti più toccanti è stato quando Miguel ha parlato della dignità del lavoro notturno: “Mi arrabbio quando sento dire ‘io domani lavoro’, come se chi lavora di notte non lo facesse. Il nostro lavoro è dignitoso e alimenta l’economia del turismo. DJ, PR, barman, sicurezza: è un settore pieno di professionisti”.
Un appello finale: “Risvegliamo Trieste, partendo dal rispetto”
Miguel ha poi parlato della nostalgia per la Trieste che fu, citando luoghi iconici come la Diga e l’Ausonia. “Erano realtà uniche, scomparse troppo presto. Portavano vita, turismo, energia”. E infine, ha lanciato un appello: “Trieste non è morta. Ma deve imparare a rispettare di più chi la fa vivere la notte. Solo così possiamo costruire una città aperta, moderna e viva”.
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