La Società Adriatica di Speleologia riapre l'acquedotto teresiano con una visita didattica (VIDEO)

La Società Adriatica di Speleologia ha organizzato una speciale visita didattica all'antico acquedotto teresiano a Trieste, un importante complesso ingegneristico datato al XVIII secolo per la quale l'imperatrice Maria Teresa d'Austria aveva commissionato la costruzione. Dopo vari anni di lavoro di restauro condotti grazie al lavoro volontario di tanti, finalmente il sito è stato parzialmente aperto al pubblico per una visita speciale dedicata agli studenti della scuola primaria Ancelle della Carità, era presente alla visita anche la redazione.
Gli studenti, accompagnati dai volontari della Società Adriatica di Speleologia di Trieste, hanno avuto l'opportunità di esplorare le profonde gallerie sotterranee del quartiere di San Giovanni, indossando stivali, caschi e tenendo una torcia accesa. Durante il percorso, hanno potuto ammirare le particolarità uniche dell'acquedotto, come i gamberetti ciechi delle grotte, sanguisughe e affascinanti concrezioni colorate.
Il lavoro di restauro condotto dalla SAS insieme a numerosi volontari ha comportato la pulizia di detriti e ostacoli che per decenni avevano impedito l'accesso al sito. Il focus principale è stato sulle 800 metri di gallerie che finalmente sono tornate accessibili lo scorso novembre dopo essere state bloccate da una frana.
Il presidente della SAS, Marco Restaino, ha sottolineato l'importanza di questo evento: "Oggi è una giornata emozionante. Sei anni fa abbiamo iniziato questo duro lavoro per recuperare questo monumento sotterraneo che era stato lasciato in stato di abbandono. È gratificante vedere i risultati del nostro impegno e poter condividere la storia di Trieste con i giovani studenti attraverso la sua antica ricerca dell'acqua".
Anche se al momento il sito non è ancora aperto al pubblico generale in attesa del completamento dei lavori, le autorità locali e i volontari della SAS sperano di poter trasformare presto l'acquedotto teresiano in una nuova attrazione turistica ed educativa per Trieste, restituendo alla città un importante pezzo della sua storia idrica.
Il progetto di restauro e la riapertura dell'acquedotto non solo hanno permesso di preservare un importante patrimonio storico, ma hanno anche dimostrato l'importanza del volontariato e della dedizione alla comunità nell'ambito della salvaguardia e della valorizzazione dei beni culturali.
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