giovedì 16 luglio 2026
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La magia è triestina: Aurora conquista La porta magica su Raidue con la voce e la forza della LIS

Luca Marsi·
La magia è triestina: Aurora conquista La porta magica su Raidue con la voce e la forza della LIS

È arrivata da Trieste con una valigia piena di sogni, una voce limpida e un cuore grande. Ma a colpire di più è stata la sua storia: quella di una ragazza cresciuta con due genitori sordi, capace di trasformare una condizione familiare difficile in una straordinaria occasione di amore, maturità e resilienza. Lei si chiama Aurora, e la sua partecipazione al programma La porta magica su Rai2, condotto da Andrea Delogu, ha lasciato il segno.

“Avere genitori sordi significa crescere in fretta”

Aurora si presenta senza filtri: “Avere i genitori sordi significa accettare che la vita è diversa da quella degli altri. Ma mi ha reso sensibile e capace di affrontare sfide complicate”. Fin da piccola, infatti, ha dovuto assumersi responsabilità importanti: prenotare visite mediche, parlare con datori di lavoro, tecnici, estetiste, farmacisti, addetti alle banche. Tutte cose che solitamente fanno gli adulti, ma che per Aurora erano la normalità. “All’inizio mi sentivo a disagio, poi ho capito che farlo per i miei genitori era un gesto d’amore”.

Un'infanzia tra il silenzio e la consapevolezza

Non è stato facile capire, da bambina, perché nessuno rispondeva ai suoi pianti. A raccontarlo è lei stessa: “Avevo due anni, piangevo sul divano ma nessuno si svegliava. Così ho dato un calcio a mia madre e si è svegliata”. Da lì, la consapevolezza. Poi la scuola, l’asilo per imparare parole e suoni. E infine le difficoltà sociali: “Alle elementari mi vergognavo. Mi prendevano in giro perché comunicavo con la lingua dei segni. Mi guardavano e ridevano”.

“Sono cresciuta in fretta, ma sono diventata forte”

Il percorso scolastico è stato segnato anche dal peso delle incomprensioni: dover spiegare agli insegnanti che serviva un interprete, sentirsi “quella che voleva fare la grande”. Ma dentro, c’era solo una bambina che cercava di aiutare i suoi genitori. “Anche il mio italiano era diverso. Scrivevo male perché usavo la loro grammatica visiva. Ho dovuto lavorare su me stessa per imparare una lingua diversa da quella che parlavo a casa”.

Un amore che non conosce limiti: la sorpresa dei genitori

Durante la trasmissione, l’ingresso a sorpresa di mamma Maria e papà Giuseppe è stato il momento più commovente. “Tu sei il nostro ponte con il mondo udente”, hanno detto leggendo una lettera scritta per lei. “Rendi accessibile ciò che a noi sarebbe precluso. Lo fai con naturalezza, con amore, mettendo sempre la famiglia al primo posto”. Lacrime, sorrisi, abbracci e applausi silenziosi – quelli tipici della LIS, la lingua dei segni italiana.

La musica come rifugio e come voce per chi non può sentire

Aurora ha raccontato quanto la musica sia stata fondamentale nella sua crescita. “Quando soffrivo, mettevo le cuffie e cantavo a tutto volume. Era la mia terapia, la mia forza”. E oggi, il suo desiderio più grande è cantare per i suoi genitori, accompagnata dalla LIS, per far “sentire” anche a loro la bellezza delle canzoni. Un modo per rendere la musica accessibile a chi, come loro, vive il mondo in silenzio.

Una cantante per tutti: l’incontro con Gloria Antoniozzi

Accanto ad Aurora sul palco anche Gloria Antoniozzi, interprete delle canzoni di Sanremo in LIS per Rai Pubblica Utilità, anch’essa figlia di genitori sordi. “Traduco le emozioni della musica con le mani”, ha spiegato, trovando in Aurora un legame profondo. Insieme, hanno dato vita a un’esibizione emozionante, che ha unito voce e segni, musica e visione, parole e corpo.

Un messaggio potente: la disabilità non è un ostacolo

Aurora lo dice chiaramente: “Voglio dimostrare che la disabilità non è un limite. È un’altra forma di vedere e vivere le cose”. E con la sua voce, con la sua storia, con il suo coraggio, ha lanciato un messaggio universale: inclusione, sensibilità, forza interiore. “Sono qui anche per ripagare i sacrifici di mamma e papà. Se oggi so ballare, recitare, cantare… è grazie a loro”.

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