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Degrado e rinascita: nuova mostra del progetto “Triesteabbandonata”

Luca Marsi·
Degrado e rinascita: nuova mostra del progetto “Triesteabbandonata”

Il progetto “Triesteabbandonata”, che dal 2015 punta l’attenzione sui luoghi abbandonati di Trieste e del Friuli Venerzia Giulia, per raccontarne la storia e sollecitare interventi di riutilizzo, torna con una nuova mostra, dal titolo “Metamorfosi la rinascita dall’Abbandono”. Dopo le due esposizioni promosse al centro commerciale Montedoro di Muggia, quella realizzata alla Biblioteca Statale Stelio Crise di Trieste e quella allestita all’ex ospedale militare di Trieste, e dopo convegni e momenti di approfondimento, questa volta l’attenzione è incentrata soprattutto su immobili rimasti chiusi a lungo e che, fortunatamente, sono stati oggetto di interventi di sistemazione. Demoliti o riadattati per ospitare nuove attività, nel territorio di Trieste e in quello di Gorizia.

A curare il progetto di “Triesteabbandonata” sono i giornalisti Micol Brusaferro ed Emilio Ripari e la fotografa Giada Genzo, che nel corso degli anni hanno mappato una lunga serie di beni con scatti e video, ricostruendo le origini dei luoghi, la loro storia, le vicende che hanno portato alla dismissione e lo stato in cui versano i vari siti. Attraverso un blog e le pagine social collegate sono stati documentati immobili di diverso tipo: caserme, scuole, fabbriche, ville antiche, discoteche e altri locali deputati a musica e divertimento, e ancora edifici ferroviari, alberghi e impianti sportivi.

La mostra “Metamorfosi” è organizzata dall’associazione culturale DayDreaming Project, che ha sposato il progetto di “Triesteabbandonata”, grazie a un contributo della Regione Fvg, valorizzando i materiali raccolti, foto e testi che saranno esposti all’interno di Hangar Teatri, in via Pecenco 8, a Trieste. Anteprima stampa lunedì 16 ottobre alle 17.30, apertura al pubblico alle 18.30, con la presentazione dell’iniziativa alle 19. L’evento è a ingresso libero.

Nell’esposizione vengono raccontati alcuni dei siti che Micol, Emilio e Giada hanno toccato nel corso del tempo, come la popolare discoteca Hippodrome di Monfalcone, diventata un supermercato dopo un lungo intervento di demolizione e ricostruzione. Stesso destino anche per l’area che a Trieste ospitava un grande centro dati, in via dell’Istria, anche qui un cambiamento avvenuto dopo un complesso lavoro di ruspe e abbattimenti, mentre una storica fabbrica, sempre a Trieste, è diventata un’impresa di spedizioni riadattando completamente i fabbricati presenti e abbandonati per decenni. Nella mostra ci sarà comunque spazio per ricordare anche la presenza di ruderi che tuttora attendono una nuova vita.

“Il nostro impegno, che dura ormai da otto anni, è quello di puntare l’attenzione sui luoghi abbandonati nella speranza che vengano risistemati. Spesso molti immobili sono rimasti a lungo nell’oblio e per noi sono stati una sorpresa - spiegano Micol, Emilio e Giada - perché nascondono storie incredibili, che vale la pena recuperare. E raccontare. Speriamo che il nostro lavoro sia da stimolo per sollecitare una rinascita di tanti luoghi che tuttora sono dismessi. Purtroppo quasi ovunque, dopo la chiusura, non c’è stato un recupero immediato, con la conseguenza che vandali e agenti atmosferici hanno compromesso strutture un tempo sane e operative. Il patrimonio di abbandoni in Friuli Venezia Giulia purtroppo è immenso. L’auspicio è che, anche grazie al nostro contributo, prima o poi ci sia una svolta decisa”.

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