Via Tedeschi, Studio Bisiani replica: “La villetta è un’eccezione, servono valutazioni sul contesto urbano reale”

Con riferimento all’articolo apparso il 13 marzo 2026 dal titolo “Da via Udine a via Tedeschi la speculazione avanza, Adesso Trieste chiede regole chiare”, Studio Bisiani, studio di progettazione che ha realizzato il progetto di via Tedeschi, - progettista dell intervento immobiliare, interviene con una nota nella quale ritiene opportuna una informazione più completa, nella convinzione che qualsiasi confronto possa rappresentare un elemento di arricchimento per tutte le parti coinvolte.
Il cuore della presa di posizione riguarda in particolare il caso della cosiddetta “villetta unifamiliare” di via Tedeschi, indicata nella nota come una situazione del tutto eccezionale e, secondo quanto comunicato, estranea all’attuale contesto urbano del sito.
“La villetta unifamiliare è un’eccezione”
Nel comunicato, Studio Bisiani afferma che la villetta richiamata nell’articolo non rappresenta il quadro reale del contesto complessivo dell’area. Al contrario, viene descritta come una presenza isolata all’interno di un tessuto urbano che, secondo quanto riportato, è caratterizzato da condomini pluripiano che circondano il sito.
È proprio questa configurazione, spiega Studio Bisiani, ad avere indirizzato il pianificatore verso le scelte oggi in atto, scelte che nella nota vengono definite corrette. Il passaggio più rilevante della replica insiste dunque sulla necessità di leggere il caso via Tedeschi non attraverso un singolo elemento considerato anomalo rispetto all’insieme, ma sulla base della conformazione urbanistica effettiva dell’area.
Il richiamo alle norme sovracomunali
Un altro punto centrale del comunicato riguarda il riferimento alle norme sovracomunali, e in particolare al codice dell’edilizia, la legge regionale 19/2009. Su questo aspetto Studio Bisiani ritiene necessario chiarire che tali norme, perlomeno nel contesto del Friuli Venezia Giulia, non avrebbero un obiettivo economico, pur riconoscendo che un effetto positivo in tal senso possa essere considerato auspicabile.
Secondo quanto sostenuto nella nota, l’obiettivo fondante delle disposizioni regionali è invece quello del “contenimento del consumo di suolo inedificato”, definito come un principio assolutamente sacrosanto e condivisibile.
Il nodo del patrimonio edilizio esistente
Nel comunicato si sottolinea poi che questo principio, pur ritenuto giusto, comporta inevitabilmente l’adozione di misure non usuali, ritenute necessarie per evitare l’abbandono del patrimonio edilizio esistente. Studio Bisiani osserva infatti che tale patrimonio risulta in molti casi poco rispondente alle esigenze abitative attuali delle persone.
La riflessione contenuta nella nota porta quindi il dibattito su un piano più ampio rispetto al singolo caso, collegando la discussione su via Tedeschi a un tema generale di trasformazione urbana, recupero edilizio e utilizzo del costruito già presente, in alternativa a un ulteriore consumo di suolo non edificato.
“Un prezzo da pagare inevitabile”
Nella parte finale del comunicato, Studio Bisiani definisce questo scenario come “un prezzo da pagare inevitabile”, evidenziando come tale impostazione possa scontentare, anche comprensibilmente, chi è già insediato in contesti urbanizzati o chi desidera una garanzia di vista panoramica.
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