Trieste, sicurezza e movida: «I maranza sono scesi in centro», parte il monitoraggio della GIS (VIDEO)

Le aree della movida di Trieste sono al centro di un nuovo servizio sperimentale di monitoraggio che punta ad aumentare la percezione della sicurezza e a svolgere un'azione di prevenzione nelle zone più frequentate durante i fine settimana. A raccontarlo, nel corso della trasmissione Un capo in B dal Citybar Tergesteo, sono stati Paul Pisani e Franco Cecconi della GIS, intervenuti ai microfoni di Andrea Pastine.
La città sta cambiando
Secondo Paul Pisani, Trieste sta attraversando una fase diversa rispetto al passato. Nel suo intervento ha spiegato come, a suo giudizio, alcuni gruppi di giovani che negli ultimi tempi vengono comunemente identificati con il termine "maranza" abbiano progressivamente spostato la loro presenza dalle aree periferiche verso il centro cittadino e le zone della movida.
Da questa considerazione nasce la scelta di avviare un nuovo servizio di monitoraggio, pensato come una sperimentazione destinata a verificare l'efficacia della presenza costante di operatori nelle aree considerate più sensibili durante il weekend.
Sei punti della movida sotto osservazione
Pisani ha spiegato che il progetto interessa sei punti della città, individuati come particolarmente frequentati nelle serate del fine settimana.
L'obiettivo non è quello di sostituire le forze dell'ordine, ma di garantire una presenza visibile sul territorio, capace di osservare, prevenire eventuali criticità e segnalare tempestivamente qualsiasi situazione che richieda un intervento.
Si tratta, come sottolineato dallo stesso Pisani, di un esperimento appena iniziato, destinato a essere valutato sulla base dei risultati che emergeranno nelle prossime settimane.
Un servizio costruito insieme alle forze dell'ordine
L'attività non nasce in maniera autonoma. Ogni turno, infatti, prende avvio con un briefing insieme ai funzionari delle forze dell'ordine, durante il quale vengono assegnate le aree di competenza e condivise le modalità operative.
Gli operatori si muovono sempre in coppia e pattugliano i punti indicati dal piano di servizio. In caso di situazioni anomale, la procedura prevede l'immediata segnalazione attraverso un collegamento diretto con le forze dell'ordine, già predisposte per intervenire qualora necessario.
Secondo quanto riferito durante l'intervista, nel primo fine settimana di attività non si sono registrati episodi tali da richiedere interventi particolari.
Il valore della presenza sul territorio
Uno degli aspetti evidenziati riguarda l'effetto deterrente esercitato dalla semplice presenza degli operatori.
Le casacche ad alta visibilità rappresentano infatti un elemento facilmente riconoscibile e, secondo Pisani, contribuiscono a trasmettere un senso di maggiore tranquillità sia ai residenti sia alle persone che frequentano le aree della movida.
Tra gli episodi ricordati durante la trasmissione vi sono anche situazioni nelle quali gli operatori hanno fornito supporto a persone che si trovavano in momenti di disagio o che avevano subito comportamenti molesti.
Le reazioni dei cittadini
Secondo quanto raccontato dagli ospiti, la risposta dei cittadini è stata in larga parte positiva.
Molte persone avrebbero espresso apprezzamento per la presenza degli operatori, ritenendo il servizio un elemento rassicurante soprattutto durante le ore serali.
Pisani ha comunque riconosciuto che non sono mancate opinioni contrarie, osservando come sia naturale che su un tema delicato come la sicurezza convivano sensibilità differenti.
Nel complesso, tuttavia, il bilancio delle prime giornate viene descritto come incoraggiante.
L'esperienza anche a Muggia
L'attività della GIS non riguarda esclusivamente Trieste.
Durante l'intervista è stato ricordato anche il servizio svolto a Muggia, dove gli operatori monitorano il litorale, dal Boa fino al Molo T, utilizzando biciclette per presidiare il lungomare durante la stagione estiva.
Anche in questo caso, secondo quanto riferito, le famiglie e i frequentatori delle spiagge avrebbero manifestato apprezzamento per la presenza degli addetti, interpretandola come un elemento capace di aumentare il senso di sicurezza negli spazi pubblici.
Un esperimento da valutare nel tempo
L'iniziativa viene presentata come una fase sperimentale che sarà valutata con il passare delle settimane.
L'obiettivo dichiarato resta quello di contribuire, attraverso il monitoraggio e la collaborazione con le forze dell'ordine, a rendere più sicure e più vivibili le aree maggiormente frequentate durante la movida cittadina.
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