Studio, il 70% dei triestini preferisce evitare il contatto fisico con sconosciuti

L'Italia è da sempre sinonimo di calore umano e affetto, espresso in mille modi diversi lungo tutto lo stivale. Da nord a sud, le differenze culturali si riflettono anche nei gesti di affettuosità quotidiana: un abbraccio sincero, un soprannome affettuoso, o semplicemente un sorriso. Ogni regione ha il suo modo unico di dimostrare vicinanza e accoglienza, creando un mosaico di tradizioni e sentimenti che raccontano l'anima profonda del nostro Paese.
La piattaforma per l'apprendimento delle lingue Preply ha condotto un'indagine per scoprire quali città italiane spiccano per affettuosità e quali, invece, mostrano un atteggiamento più riservato. L'analisi rivela contrasti affascinanti tra nord e sud, grandi metropoli e piccoli centri, offrendo uno spaccato sulle diverse sfumature dell'affetto lungo tutto lo Stivale.
NAPOLI NON È LA CITTÀ PIÙ AFFETTUOSA D'ITALIA, UNA CITTÀ SICILIANA IN TESTA - Nel sud dell'Italia, l'affetto si vive e si respira. Tra le città con più di 150 mila abitanti, sorprende che Napoli, pur famosa per la sua vivacità e il calore umano, non sia la città più affettuosa.
La capitale partenopea conquista comunque il secondo posto, con il 50% degli intervistati che apprezza termini affettuosi come 'A guagliona' anche da parte del personale dei negozi. Il primo posto spetta a Palermo: qui, il 57% degli abitanti usa regolarmente soprannomi affettuosi come beddu o amuri, e quasi la metà dichiara di scambiarsi abbracci anche con conoscenti. Venezia, al terzo posto, conferma il suo spirito romantico: l'81% dei veneziani preferisce esprimere affetto attraverso gesti o parole gentili, un dato che la incorona come la città più calorosa del nord.
A chiudere la top 5 Bari e Firenze, dove ben la metà degli intervistati ha dichiarato di scambiarsi spesso abbracci: anche le città del Centro Italia hanno un lato caloroso.
IL SUD ITALIA ACCOGLIE: PICCOLE CITTÀ, GRANDI CUORI - Tra i piccoli centri, il calore umano sembra essere una costante. Potenza, in testa alla classifica, si distingue per la frequenza con cui i suoi abitanti si scambiano baci e abbracci: 47% per i primi e 45% per i secondi. Inoltre, il 40% degli intervistati si sente a proprio agio con il contatto fisico anche con sconosciuti, un dato unico rispetto alla maggior parte delle altre città italiane.
Segue L'Aquila, dove i gesti di affetto come baci e parole gentili si estendono anche alle relazioni meno strette, dimostrando un'empatia naturale che caratterizza gli abitanti della città. Al terzo posto dei piccoli centri troviamo Cagliari, dove il 69% degli intervistati apprezza abbracci e gesti affettuosi durante la giornata, un equilibrio perfetto tra riservatezza e accoglienza.
Anche le città meno AFFETTUOSE raccontano una storia interessante. Torino guida questa classifica, con il 55% degli intervistati che dichiara di non gradire termini affettuosi durante le interazioni pubbliche. I torinesi tendono a limitare gesti di affetto come abbracci e baci anche nelle relazioni più strette, preferendo modi di comunicazione più formali.
Al secondo posto una vera e propria sorpresa: Bologna. Con la sua fama di città accogliente e vivace, ci si aspetterebbe più calore. E invece, i bolognesi preferiscono un approccio meno espansivo: gli abbracci sono riservati ai momenti importanti e i soprannomi affettuosi non sono proprio di casa. Al terzo posto troviamo Perugia, unica rappresentante del centro Italia. Qui baci e abbracci non sono proprio all'ordine del giorno, e i soprannomi affettuosi sono tra i meno usati, ma l'atmosfera tranquilla della città sembra compensare con un calore più sottile.
Poi Trieste, influenzata delle vicine tradizioni slave: il 70% degli abitanti preferisce evitare il contatto fisico con sconosciuti, un dato che conferma un atteggiamento più riservato rispetto alla media italiana e che rispecchia il fascino raffinato della città di confine. Milano segue a ruota, riflettendo il ritmo frenetico e apparentemente più distaccato della metropoli: qui il 54% degli abitanti preferisce evitare il contatto fisico durante una conversazione. Nonostante ciò, il 60% dice di gradire un abbraccio spontaneo durante la giornata, dimostrando che, pur non cercando attivamente l'affetto, i meneghini non sono del tutto insensibili a queste dimostrazioni.
NORD ITALIA E RISERVATEZZA: PICCOLI CENTRI, GRANDI DISTANZE - Tra i piccoli centri il nord Italia si distingue per la riservatezza. Aosta si posiziona in cima: il 64% degli abitanti evita il contatto fisico durante le conversazioni, e più della metà non usa espressioni AFFETTUOSE nemmeno con chi conosce bene. Sarà l'aria di montagna o l'influenza della cultura alpina, ma qui l'affetto si manifesta più nei gesti pratici che in baci e abbracci.
Anche Trento si mantiene su toni sobri: sebbene il 52% degli intervistati dichiari di usare soprannomi affettuosi in famiglia, il linguaggio caloroso nei negozi o nei bar resta un'eccezione, visto che solo il 42% lo apprezza. Ancona, al terzo posto, chiude la classifica. Qui il 46% degli abitanti dichiara di non usare termini affettuosi nella vita quotidiana, e il 55% si sente a disagio con il contatto fisico con sconosciuti. Eppure, nel privato, gli anconetani sanno essere calorosi: l'affetto si trova solo nelle relazioni strette. (Com/Red/ Dire) foto sebastiano visintin
Articoli correlati
CronacaPerché i triestini amano Barcola tutto l'anno
Per capire davvero il rapporto tra Trieste e il mare bisogna andare a Barcola anche quando non è estate. Quando gli asciugamani lasciano spazio alle giacche, quando il sole tramonta presto e quando una giornata di Bora cambia completamente
CronacaTrieste, il sogno di un cittadino: «E se piazza Unità diventasse così nelle giornate più calde?»
Una piazza Unità trasformata, almeno idealmente, in un grande spazio estivo dove l’acqua diventa protagonista , con bambini che giocano, famiglie che si fermano e cittadini e turisti che trovano un po’ di sollievo nelle giornate più calde.
CronacaFedriga inviterà in Regione i ragazzi ammoniti per vendita di limonata
"La storia dei tre ragazzi di Pradamano mi ha colpito per il messaggio che porta con sé: avere un desiderio e darsi da fare in prima persona per riuscire a realizzarlo. Li inviterò nel Palazzo della Regione: voglio conoscerli e farmi raccon
CronacaTrieste, lo sfogo di un cittadino: «La città sta diventando un luna park per turisti»
Una segnalazione dai toni molto critici arriva da un cittadino triestino, che punta il dito contro quella che definisce una crescente mancanza di controlli in diverse zone centrali della città, soprattutto in questo periodo di forte presenz
