Stress universitario in Italia: Trieste città con lo Student Stress Score più alto a livello nazionale

Una nuova analisi condotta dalla piattaforma di psicologia online Unobravo esplora le principali fonti di stress che accompagnano il percorso universitario in Italia, mettendo in luce le sfide più complesse e frequenti per gli studenti del nostro Paese.
Dallo studio emerge che gli esami rappresentano la principale fonte di tensione, con punte fino al 90% di ansia associata alle prove, affiancati dalla paura di non essere all'altezza, dall'incertezza lavorativa e dalle difficoltà economiche. Attraverso lo Student Stress Score — un indice sviluppato dal team di Unobravo che combina fattori di contesto come il costo degli affitti, la presenza di verde pubblico, le valutazioni accademiche e le ricerche online di supporto psicologico — Trieste, Bergamo e Padova figurano in cima alla classifica delle città in cui l'esperienza universitaria risulta più sfidante.
Esami e ansia da prestazione: le principali pressioni del percorso accademico
Dall'analisi coordinata dal team di psicologi di Unobravo emerge come le prove accademiche continuino a rappresentare il fattore di maggiore pressione per i giovani italiani. I dati tratti dalla letteratura scientifica indicano infatti che fino a 9 studenti su 10 (90%) riferiscono ansia associata agli esami, mentre l'84% dichiara di sentirsi fisicamente o emotivamente poco bene nel periodo che precede le prove. Inoltre, quasi uno studente su due soffre di livelli moderati o elevati di ansia da prestazione.
Una recente revisione sistematica condotta su oltre 22.000 universitari italiani rileva un'elevata presenza di stress complessivo, pari al 72,6%, identificando nei carichi di studio eccessivi, nella paura di fallire, nella competizione e nelle aspettative familiari i principali fattori scatenanti. Seguono poi le preoccupazioni sul futuro lavorativo, le difficoltà di relazione con i docenti, il senso di solitudine per i fuorisede e i disturbi del sonno.
Gli esperti di Unobravo sottolineano che l'università rappresenta una fase di transizione fondamentale in cui lo stress può anche avere una funzione adattiva; tuttavia, quando questo diventa persistente o difficile da gestire, rischia di incidere sul benessere emotivo, rendendo fondamentale saper riconoscere i segnali per chiedere aiuto.
Le difficoltà economiche pesano sul 62% degli studenti
Lo stress universitario trascende tuttavia le sole aule da esame. Per il 62% degli studenti, la propria situazione economica incide negativamente sulla soddisfazione complessiva del percorso di studi. Tra i fattori materiali più gravosi si posizionano l'alto costo degli affitti e dei trasporti, la difficoltà di conciliare studio e lavoro e le problematiche legate all'accesso alle borse di studio. A questi aspetti si aggiungono la precarietà percepita sul futuro lavorativo e, per chi studia lontano da casa, l'isolamento dalla propria rete di affetti.
La mappa dello stress: Trieste in testa, seguono Bergamo e Padova
Per confrontare le condizioni ambientali che rendono l'esperienza universitaria più o meno complessa nelle varie realtà italiane, l'analisi di Unobravo ha sintetizzato diversi indicatori territoriali all'interno dello Student Stress Score.
Trieste si posiziona al primo posto di questo indice con un punteggio di 7,16. Pur registrando un costo medio per una stanza singola tra i più contenuti (€317 al mese), la città giuliana si distingue per l'altissima incidenza di ricerche online dedicate al supporto psicologico (600 ogni 10.000 studenti) e per una valutazione media delle università pari a 3,9 su 5.
Al secondo e terzo posto si collocano Bergamo (punteggio di 6,11) e Padova (6,08), due città accomunate da costi abitativi superiori alla media, con un affitto mensile medio rispettivamente di 466 euro e 502 euro per una singola, unito a un forte volume di ricerche d'aiuto psicologico a Bergamo (350 ogni 10.000 studenti).
Proseguendo nella graduatoria si incontrano Milano (5,93), con l'affitto più caro in assoluto (€732 al mese), e Torino (5,81), seguite da Bologna (5,67 con €632 di affitto medio), Verona (5,63), Firenze (5,58 con €606 di affitto), Napoli (5,51) e Bari (5,42). Città come Milano e Bologna mitigano il loro punteggio complessivo grazie a un'elevata valutazione dell'offerta accademica (4,4) e a una minore incidenza di ricerche di supporto in rapporto alla popolazione studentesca totale.
All'estremo opposto dell'indice, tra le città che offrono un contesto apparentemente meno gravoso, figurano Parma e Pavia. Entrambi i centri registrano un basso volume di ricerche sul benessere mentale (rispettivamente 120 e 150 ogni 10.000 studenti), con Parma che beneficia anche di un'ampia presenza di aree verdi (62%) e Pavia che offre affitti contenuti (€363 al mese) uniti a un'ottima valutazione del proprio ateneo.
Dalla piattaforma Unobravo ci tengono a precisare che lo score non misura direttamente il livello di sofferenza individuale dei singoli studenti, ma mappa il contesto di riferimento, ricordando che coltivare aspettative realistiche e richiedere supporto quando necessario sono passi fondamentali per costruire un percorso accademico sostenibile.
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