Monfalcone capitale dei giovani per due giorni, Brigante: «Un festival fatto dai giovani per i giovani» (VIDEO)

Monfalcone si prepara a vivere due giornate interamente dedicate alle nuove generazioni, con il Generation Young Festival in programma sabato 22 e domenica 23 agosto e un progetto che, nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, vuole andare molto oltre il grande richiamo musicale rappresentato da Anna Pepe.
A raccontare filosofia, obiettivi e prospettive dell’iniziativa è stato Riccardo Brigante, consigliere del Comune di Monfalcone con delega ai giovani, intervenuto nella diretta di Trieste Cafe condotta da Luca Marsi dal Pedocin.
«Il Generation Young Festival nasce con un obiettivo ben preciso, ovvero quello di fornire ai giovani uno spazio di aggregazione, divertimento e musica dove potersi esprimere, ma anche ballare e divertire», ha spiegato Brigante.
Un progetto nato tre anni fa e cresciuto edizione dopo edizione
Il percorso del festival è iniziato nel 2023. Brigante ha ricordato le diverse tappe che hanno accompagnato la crescita dell’appuntamento, fino all’edizione 2026 che punta a compiere un salto ulteriore.
«Questo è un progetto che nasce tre anni fa. Nel 2023 abbiamo ospitato la prima edizione. Con Ernia, poi abbiamo ospitato Alfa nel 2024, l’anno scorso Low-Red. Quest’anno abbiamo deciso di fare le cose grandi».
Una crescita resa possibile anche, secondo quanto spiegato durante la trasmissione, dalle risorse reperite per sostenere l’iniziativa e dal supporto della Regione.
«È un progetto, un evento sul quale l’amministrazione comunale di Monfalcone investe molto, ci crede molto», ha sottolineato Brigante.
L’obiettivo non è solamente riempire una piazza per una sera, ma costruire intorno alla musica un vero momento di partecipazione giovanile.
Anna Pepe grande protagonista, ma il festival non sarà soltanto il concerto
Il nome inevitabilmente più atteso è quello di Anna Pepe, protagonista della giornata di domenica 23 agosto.
Ma Brigante ha voluto rimarcare più volte un concetto: ridurre Generation Young al solo concerto significherebbe raccontarne soltanto una parte.
«Il festival non è solamente il concerto. È anche un posto per dare ai giovani un luogo dove potersi esprimere».
Accanto agli appuntamenti principali ci sarà infatti il Generation Village, all’interno del quale troveranno spazio anche artisti locali.
«Avremo tantissimi artisti locali, perché dobbiamo anche mettere in evidenza quelle che sono le eccellenze del nostro territorio. E poi magari, chissà, un domani uno dei ragazzi che ospitiamo al Village potrebbe essere un nuovo super ospite».
L’idea è quindi quella di mettere sullo stesso palcoscenico ideale il grande evento e la valorizzazione di chi sta provando a costruire oggi il proprio percorso artistico.
«Nessun giovane può parlare meglio la lingua dei giovani»
Nel corso della diretta Brigante ha affrontato anche un tema centrale per le politiche giovanili: quanto sia importante non costruire iniziative pensando ai ragazzi dall’esterno, ma coinvolgerli direttamente.
«L’amministrazione comunale da dieci anni ha deciso di affidare a un giovane la possibilità di guidare le politiche giovanili della città. Perché nessun giovane può parlare meglio la lingua dei giovani».
Da qui la scelta della musica e degli eventi come strumenti capaci di intercettare un pubblico che difficilmente potrebbe essere raggiunto nello stesso modo attraverso formule più istituzionali.
Il Generation Young viene infatti presentato come il momento conclusivo di un percorso molto più ampio, fatto anche di attività sviluppate durante l’anno all’interno del centro giovani.
Brigante ha ricordato, tra queste, anche il corso di giornalismo, sottolineando la risposta particolarmente positiva dei partecipanti.
La novità dell’area videogiochi con Fortnite
Tra gli elementi nuovi annunciati per questa edizione ci sarà anche uno spazio specificamente rivolto agli appassionati di videogiochi.
Una scelta nata, ancora una volta, dall’intenzione di intercettare passioni differenti.
«Ci sono dei ragazzi ai quali magari non interessa il ballo, la musica o altre cose. Quindi abbiamo pensato di dedicargli uno spazio».
Tra le attività previste ci sarà anche la possibilità di giocare a Fortnite attraverso una mappa dedicata al Friuli Venezia Giulia, trasformando il videogioco anche in uno strumento particolare per avvicinarsi al territorio.
Un modo, nelle intenzioni illustrate da Brigante, per permettere anche ai ragazzi provenienti da fuori regione di conoscere in forma divertente alcune caratteristiche del Friuli Venezia Giulia.
«Un festival fatto dai giovani per i giovani»
Uno dei passaggi più significativi della diretta è arrivato quando Brigante ha spiegato quanto direttamente siano coinvolte le nuove generazioni nell’organizzazione.
«I ragazzi sono proprio al centro di questo evento perché l’abbiamo scritto anche sulle magliette ed è un po’ lo slogan del festival: un festival fatto dai giovani per i giovani».
Non soltanto pubblico, dunque.
Secondo quanto raccontato, ragazzi e giovani sono coinvolti nella comunicazione, nelle attività del Village e nell’intera macchina che affianca il lavoro amministrativo degli uffici comunali.
Brigante ha inoltre ricordato di aver raccolto già al termine della precedente edizione consigli e suggerimenti direttamente dai partecipanti, nel tentativo di migliorare continuamente la manifestazione.
L’obiettivo economico: portare persone anche nelle attività del centro
Il grande evento viene considerato dall’amministrazione anche come un possibile motore per il tessuto economico cittadino.
«Questo concerto porterà anche un importante indotto economico per le attività del centro, perché questo è un evento fatto anche e soprattutto per poter aiutare le attività del centro di Monfalcone».
Una dichiarazione che amplia ulteriormente il perimetro del progetto: non soltanto giovani, spettacolo e musica, ma anche la volontà di trasformare le presenze richiamate dagli artisti in una ricaduta per la città.
Il sogno per il futuro: una settimana intera di Generation Young
Guardando già al 2027, Brigante ha immaginato durante la diretta un’evoluzione ancora più ambiziosa.
Con carta bianca, ha spiegato, manterrebbe la struttura del festival ma la allargherebbe fino a trasformarla in una manifestazione diffusa di diversi giorni.
L’idea sarebbe quella di coinvolgere varie zone di Monfalcone, non limitandosi alla piazza, ma arrivando anche a Marina Julia e agli impianti sportivi, abbinando tornei, musica e appuntamenti rivolti a fasce d’età differenti.
Quanto all’artista dei sogni, Brigante non si è nascosto.
«Chi mi conosce sa che il mio sogno, anche se probabilmente rimarrà nel cassetto perché a livello economico credo sia un po’ irrealizzabile, sarebbe riuscire a portare Marracash a Monfalcone».
Un progetto oggi soltanto immaginato, ma che racconta chiaramente la direzione verso cui Brigante vorrebbe far crescere Generation Young: non una singola serata, ma un appuntamento capace di coinvolgere progressivamente l’intera città.
DI SEGUITO IL VIDEO
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