Trieste, Tonel sui circhi: «Quelli con animali vivi sono vietati dal regolamento comunale» (VIDEO)

La presenza dei circhi a Trieste è diventata negli anni sempre più rara, ma non esiste un divieto generalizzato all’arrivo degli spettacoli circensi in città. Il punto centrale riguarda invece il regolamento comunale che vieta i circhi con animali vivi, mentre per le forme di circo moderno senza animali resta la possibilità di presentare richieste e individuare spazi compatibili con le esigenze urbane.
A chiarire il quadro è stata la vicesindaco di Trieste Serena Tonel, ospite della diretta di Trieste Cafe dal Pedocin condotta da Luca Marsi.
Il tema è nato da una domanda molto precisa: perché da anni a Trieste si vedono pochi circhi rispetto ad altre città e se questa situazione dipenda da una precisa volontà del Comune di non concedere spazi o autorizzazioni.
Tonel ha escluso che esista una contrarietà generale verso il circo, ricordando però una scelta regolamentare compiuta molti anni fa.
Il divieto dei circhi con animali vivi
«Da anni, non ricordo esattamente l’anno, ma era un’amministrazione Dipiazza nei primi anni 2000, è stato scelto di vietare per regolamento comunale i circhi con animali vivi», ha spiegato Tonel.
Si tratta, secondo il vicesindaco, di uno «spartiacque» importante rispetto alla presenza degli spettacoli circensi a Trieste.
Il regolamento non vieta dunque il circo in quanto tale, ma pone un limite preciso alla presenza di animali vivi negli spettacoli.
Tonel ha infatti evidenziato come il mondo circense sia nel frattempo profondamente cambiato.
«Ci sono tanti circhi moderni che si presentano con attività diverse rispetto a quello che è l’esibizione di animali con il domatore, così di storica memoria», ha spiegato.
La linea adottata dal Comune negli anni scorsi
La vicesindaco ha poi ricostruito anche la linea seguita dall’amministrazione nel periodo successivo all’assunzione delle deleghe alle attività economiche.
«Quando ho preso le deleghe alle attività economiche, ci siamo dati la regola di ospitarne uno all’anno qualora avesse fatto richiesta nella zona di Piazzale delle Puglie», ha dichiarato Tonel.
L’idea era quindi quella di consentire l’arrivo di un circo all’anno, nel caso fossero state presentate domande compatibili con il regolamento comunale.
La zona individuata era Piazzale delle Puglie, ritenuta uno spazio utilizzabile per questo tipo di allestimento.
Il circo considerato anche come attività economica
Tonel ha sottolineato inoltre un aspetto spesso meno presente nel dibattito pubblico.
«I circhi sono delle attività economiche», ha ricordato.
La presenza di uno spettacolo circense viene quindi considerata anche sotto il profilo delle attività produttive e dell’offerta di intrattenimento per la città.
Il Comune, secondo quanto spiegato dalla vicesindaco, aveva cercato di trovare un equilibrio tra questa possibilità e le esigenze dei residenti.
Il problema della perdita di parcheggi
L’allestimento di un circo comporta infatti l’utilizzo temporaneo di aree normalmente destinate alla sosta.
Tonel ha parlato proprio della necessità di contemperare «il disagio dei residenti nel privare la zona di parcheggi».
La scelta dell’area deve quindi tenere conto non soltanto delle dimensioni necessarie per l’allestimento, ma anche dell’impatto sulla vita quotidiana del quartiere.
Negli ultimi anni sempre meno richieste
Il dato più significativo emerso durante la diretta riguarda però il calo delle domande.
«Devo dire che negli ultimi anni ci sono state sempre meno richieste», ha spiegato Tonel.
Una diminuzione che ha progressivamente reso meno rilevante anche la regola interna dell’eventuale circo annuale.
Il Comune, quindi, secondo quanto dichiarato dalla vicesindaco, non avrebbe semplicemente smesso di concedere spazi: sarebbero gli stessi operatori ad aver presentato meno richieste rispetto al passato.
Le possibili ragioni del calo
Tonel non ha fornito una spiegazione definitiva, ma ha avanzato alcune ipotesi.
«Probabilmente perché è un settore in diminuzione», ha osservato.
A questa possibile motivazione ne ha aggiunta un’altra.
Gli operatori potrebbero scegliere «piazze più interessanti», soprattutto in relazione alle abitudini del pubblico e alla maggiore consuetudine di alcune città ad ospitare spettacoli circensi.
Il fenomeno, quindi, potrebbe essere legato tanto alla trasformazione del settore quanto alle scelte degli stessi organizzatori.
Trieste non chiude le porte al circo moderno
Dalle dichiarazioni di Tonel emerge dunque un quadro più articolato rispetto all’idea di un divieto generalizzato.
A Trieste resta in vigore il divieto dei circhi con animali vivi, introdotto attraverso il regolamento comunale molti anni fa.
Diverso è invece il discorso per gli spettacoli circensi moderni senza animali, che possono rientrare tra le attività ospitabili in città qualora vengano presentate richieste e siano individuate aree adeguate.
Il principale cambiamento degli ultimi anni sembra quindi riguardare proprio la domanda: le richieste sono diventate progressivamente meno numerose.
Un’evoluzione che Tonel collega alla possibile riduzione del settore e alla scelta degli operatori di privilegiare altre piazze.
DI SEGUITO IL VIDEO
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