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Cronaca

Si ritorna in zona rossa, ritornano i canti dal balcone?

Luca Marsi·

Ad un anno dall'inizio del grande lockdown del 2020, il Friuli-Venezia Giulia ritorna in zona rossa: il comune sentire, da allora, è però profondamente cambiato.

L'inizio del lockdown fu accolto dai cittadini italiani (e friulani) con grande filosofia: ricordiamo i canti dei cittadini dai balconi e le bandiere italiane esposte alla finestra. Nella nostra regione fu più forte il patriottismo locale: molti cittadini esposero infatti i simboli del Friuli e della Venezia Giulia, ovvero l'aquila dorata su sfondo blu e l'alabarda bianca su sfondo rosso. Durante il lockdown si moltiplicarono gli sforzi all'insegna dell'ottimismo: furono disegnati cartelloni e striscioni che rassicuravano, dicendo che sarebbe andato tutto bene.

L'uscita dal lockdown e l'estate 2020 furono una speranza per molti: tornarono ad aprire cinema, teatri e discoteche, i centri città ed i locali si riempirono di gente. L'autunno portò ad una nuova doccia fredda: ritornarono le misure di sicurezza. La speranza e l'ottimismo si trasformarono in frustrazione e rabbia: per giorni proteste e tumulti scossero l'Italia, additati dalla politica, forse con eccessiva fretta, agli estremisti ed alla criminalità organizzata.

Con l'arrivo dell'inverno le proteste violente cessarono, ma non la stanchezza dei cittadini italiani. Le promesse di riapertura si susseguivano, senza che nessun luogo in Italia (tranne la fortunata Sardegna) riuscisse realmente a tornare alla situazione pre-Covid. Arrivati ad oggi, con l'ingresso in un nuovo sostanziale lockdown, i sentimenti che prevalgono sono quelli della frustrazione e dello sconforto: difficilmente assisteremo a nuovi canti dai balconi. 

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