Batiscafo Trieste, presentato l'allestimento al Museo "Diego de Henriquez"

Settantatré anni dopo il suo primo varo, e a un anno esatto dal bagno di folla per il suo ritorno in Piazza Unità d'Italia nell’ottobre 2025, il mito degli abissi ha trovato la sua dimora definitiva: si inaugura infatti oggi – venerdì 2 ottobre 2026 – il nuovo allestimento progettato per il Batiscafo Trieste nell’Hangar 8 del Museo della Guerra per la Pace "Diego de Henriquez", del Comune di Trieste. Una sezione inedita del percorso espositivo è chiamata ad accogliere la scenografica replica in scala 1:1 del leggendario sommergibile che nel 1960 conquistò il punto più profondo del pianeta. Non più un'installazione temporanea, ma la sede permanente del Batiscafo Trieste, un museo "parlante", immersivo e altamente tecnologico, che restituisce alla città giuliana il suo primato nella storia dell'esplorazione oceanica globale.
L'inaugurazione ufficiale è prevista oggi, alle 19, alla presenza del Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, con la partecipazione di un’ospite d'onore, Marie-Laure Piccard, nipote del celebre fisico Auguste Piccard e figlia di Jacques Piccard, i due visionari che progettarono e testarono il mezzo negli abissi. Con loro anche Massimiliano Finazzer Flory, regista del film Operazione Batiscafo Trieste commissionato dal Comune di Trieste. Un ricordo speciale va a chi aveva concepito il progetto per il ritorno del Batiscafo Trieste nella città dove era nato: l’Assessore alla Cultura del Comune di Trieste Giorgio Rossi, mancato improvvisamente la scorsa estate, ispirato dall’Associazione Mare Nordest e dalle ricerche dello storico Enrico Halupca.
Il Batiscafo Trieste si era immerso al largo dell'isola di Ponza il 30 settembre 1953, raggiungendo la storica profondità di 3.150 metri nella Fossa del Tirreno: proprio su quel prototipo è stata realizzata la replica visitabile al Museo de Henriquez. Nel 1960 il Batiscafo Trieste aveva conquistato il primato assoluto, immergendosi nella Fossa delle Marianne fino a 10.916 metri di profondità con a bordo Jacques Piccard e il tenente Don Walsh. Un'impresa che segnò la storia mondiale e un record rimasto imbattuto addirittura fino al 2023: una tecnologia che vide la luce proprio a Trieste, dove lo scafo fu costruito nei Cantieri Riuniti dell'Adriatico. Oggi, quella straordinaria epopea scientifica si è trasformata in un presidio permanente di educazione, cultura del mare e messaggio di pace. L'operazione, promossa dal Comune di Trieste, rappresenta il coronamento di un lungo percorso di valorizzazione storica, culturale ed etica della memoria del Batiscafo Trieste. Il progetto è sostenuto dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, da PromoTurismoFVG, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste, da Trieste Trasporti, da Rolex e dai partner tecnici di M23 Srl.
Spiega il Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza: «quella del Batiscafo Trieste è una storia straordinaria che affonda le radici nell'identità più profonda della nostra città. Nasce dall’incontro tra Diego de Henriquez e Jacques Piccard nell'immediato dopoguerra. L'obiettivo originario era chiaro: realizzare un mezzo all'avanguardia per la ricerca scientifica che potesse poi tornare permanentemente a Trieste. La storia ha poi preso strade diverse, portando il mezzo originale fino al Museo di Washington, ma l'impegno morale di questa Amministrazione nei confronti di de Henriquez e della memoria cittadina non è mai venuto meno. Aver portato stabilmente il “Trieste” a casa, all'interno di questo spettacolare allestimento nell'Hangar 8, rappresenta il compimento di una sfida avvincente e completa il sogno fortemente voluto dal compianto Assessore alla Cultura Giorgio Rossi, che ne è stato la mente e il motore instancabile. Con questa installazione permanente, il Museo de Henriquez non è più solo un luogo di memoria, ma si trasforma a tutti gli effetti in un moderno Centro Studi e Ricerca sul Novecento, capace di ispirare i giovani, le scuole e i visitatori di tutto il mondo attraverso i valori universali della scienza, dell'esplorazione e della pace».
Da sabato 3 ottobre, il Batiscafo Trieste sarà visitabile al Museo de Henriquez ogni giorno, da mercoledì a domenica, in orario 10:00 - 18:00 fino al 13 ottobre, e 10:00 - 17:00 dal 14 ottobre al 31-marzo, con chiusura nelle giornate di lunedì e martedì. La giornata inaugurale del Batiscafo Trieste al Museo de Henriquez ha proposto anche un dibattito incentrato sulla cultura del mare e sull'esplorazione come motore etico e di sostenibilità: l'Incontro Pubblico "Underwater, dentro l’uomo" si è svolto nella Sala Bazlen di Palazzo Gopcevich, coordinato dal regista Massimiliano Finazzer Flory, con la partecipazione straordinaria di Marie-Laure Piccard. Sono intervenuti inoltre Serena Tonel (Vicesindaco di Trieste), Dario Giacomin (Senior Vice President Underwater Product Development) e Mitja Gialuz (Presidente della Barcolana). Il dialogo è stato moderato dal giornalista Giovanni Tomasin (Il Piccolo).
L'allestimento della nuova sezione del Museo de Henriquez è stato progettato dallo Studio Tecnico Associato Fabbricatore Alessio, per offrire un'esperienza totalmente immersiva, dove la luce e il suono guidano il visitatore alla scoperta delle profondità marine. L’allestimento è stato realizzato con la partecipazione delle ditte Basiq, Russignan, Mizarstvo, Cestnik, Teknik, Errecì Elettromatica e Riadattare. I contenuti multimediali sono stati realizzati da Mb Vision di Max Pinucci.
La Galleria degli Abissi: L'accesso all'Hangar 8 avviene attraverso una suggestiva galleria introduttiva. Alzando lo sguardo, i visitatori si trovano sotto volte modellate a forma di onde marine, mentre le pareti espositive e i supporti multimediali mostrano documentazioni fotografiche d'archivio e oggetti storici. Questa sezione introduce al mondo delle scoperte subacquee e spiega l'importanza della ricerca scientifica per la società civile.
Il Pavimento Oceanico: La transizione verso il cuore dell'esposizione è segnata da una speciale pavimentazione in resina caratterizzata da due differenti tonalità di blu, progettata per simulare la discesa cromatica verso il fondo degli oceani.
L'Ologramma dei Piccard: All'interno dello spazio espositivo è attiva una spettacolare postazione olografica che fa rivivere i protagonisti dell'impresa, Auguste e Jacques Piccard (padre e figlio), intenti a raccontare i dettagli della loro avventura. I due scienziati si materializzano quasi dal nulla nella penombra dell'hangar, come figure sospese nel tempo, per raccontare in prima persona al pubblico i retroscena intimi e i dettagli ingegneristici della loro straordinaria avventura sottomarina. Attraverso questo dialogo magnetico e tridimensionale, i visitatori possono ascoltare direttamente dalla voce dei protagonisti la tensione delle ore che hanno preceduto il varo, il suono sinistro della spaventosa pressione oceanica che comprimeva la cabina in acciaio e l'emozione indicibile di quel preciso istante in cui, a 10.916 metri di profondità, l'occhio umano ha incrociato per la prima volta una forma di vita là dove si pensava regnasse solo il deserto assoluto. I dati strettamente scientifici si fondono così con il calore del racconto epico, trasformando la postazione in un vero e proprio viaggio emotivo e sensoriale nel cuore dell'esplorazione novecentesca.
Il Fulcro Multimediale (La Replica 1:1): Al centro dell'hangar campeggia il modello in scala reale del Batiscafo. Sulla sua superficie esterna vengono proiettati speciali contenuti multimediali che mostrano in trasparenza la struttura interna e il funzionamento del mezzo. Alle spalle dello scafo, una grande proiezione simula l'epica discesa nella Fossa delle Marianne del 1960 e la storica immersione del 1953 a Ponza.
La Teca Rolex: In un ambiente semioscurato e adiacente al Batiscafo, risalta una speciale teca autoilluminata che custodisce la fedele riproduzione del Rolex Deep Sea Special, l'orologio sperimentale che accompagnò l'immersione record negli abissi.
La Sala Cinema: Adiacente al percorso espositivo si trova la sala dedicata alla proiezione permanente del docufilm "Operazione Batiscafo Trieste", commissionato dal Comune di Trieste, scritto e diretto dal regista Massimiliano Finazzer Flory e realizzato da Movie&Theater in collaborazione con Rai Cinema e Armundia. Il film è stato proiettato la scorsa primavera in un tour che ha attraversato l’Italia, da Trieste a Napoli, da Roma a Milano, per spingersi poi oltreoceano, dove l’impresa nella Fossa delle Marianne fu progettata, a Washington e New York. Le telecamere hanno restituito così lo spirito e il sogno dei Piccard e di Diego de Henriquez, attraverso la lente del cinema: per sentirne vibrare, in un tempo in cui tornano inquietanti eco di guerra, il messaggio di coraggio, conoscenza e pace.
Articoli correlati
CronacaGrignano. Zalukar: "Addio agli ultimi pini per far spazio all’ennesimo parcheggio"
"Si sta per compiere l’ultimo atto dello scempio di Grignano: i 12 pini superstiti dell’ala sud della baia verranno abbattuti subito dopo la Barcolana per aumentare la superficie da destinare a parcheggio di auto e moto. È questo il program
Barcolana 2026: definito in Prefettura il piano per la sicurezza della 58ª edizione
È stato messo a punto il dispositivo integrato di sicurezza e gestione dell’ordine pubblico per la 58ª edizione della Barcolana . Il Prefetto di Trieste, Giuseppe Petronzi, ha presieduto oggi, 2 ottobre 2026, la riunione conclusiva del Comi
CronacaTrieste, passaggio di testimone a L’Acquarello: Graziella Carlon saluta dopo tanti anni, l’attività continua
A Roiano non chiude la Cartoleria L’Acquarello . A concludersi, da sabato 3 ottobre, è la lunga gestione della famiglia Carlon, mentre l'attività di via dei Giacinti 36 proseguirà con una nuova gestione, affidata a una persona già presente
UniTs. Fegato e AI: diagnosi più precoce e non invasiva delle complicanze delle malattie croniche
Ridurre da quasi un paziente su due a poco più di uno su dieci i casi in cui gli esami non invasivi non permettono di stabilire con sufficiente certezza la presenza di ipertensione portale clinicamente significativa: è il principale risulta

