martedì 25 agosto 2026
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Cronaca

Sequestrate nel Nord-Est 786 camicie di alta sartoria riportanti la falsa indicazione “Made in Italy”

Luca Marsi·
Ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca, costituzionalmente garantito, e nel rispetto dei diritti degli indagati (che, in considerazione dell’attuale fase di indagini preliminari, sono da presumersi innocenti fino alla sentenza irrevocabile che ne accerti la colpevolezza), si rende noto che le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Treviso, nell’ambito dei controlli su strada che interessano i mezzi provenienti dall’Est Europa, hanno sottoposto a sequestro probatorio d’iniziativa 786 camicie di alta sartoria, contraddistinte dall’etichetta “Made in Italy”, pur avendo subito le lavorazioni sostanziali e prevalenti in Romania.
 
La merce è stata trovata a bordo di un autoarticolato, fermato da una pattuglia del Gruppo di Treviso al casello autostradale di Venezia Est, dopo che aveva fatto ingresso nel territorio nazionale attraverso il valico confinario di Gorizia Sant’Andrea: è stato proprio il conducente a riferire di trasportare camicie realizzate in un’impresa tessile rumena, dove le aveva caricate prima di consegnarle alla committente.
 
Le camicie, già confezionate e pronte per la vendita, del valore commerciale di circa 70.000 euro, erano accompagnate da un documento di trasporto in cui era specificamente indicato che erano state prodotte nel Paese dell’est Europa.
 
I due amministratori dell’azienda importatrice, con sede legale in provincia di Arezzo e unità locali tra le province di Milano e Perugia, sono stati dunque denunciati per il reato di falsa indicazione di origine italiana, mentre la società aretina è stata segnalata per responsabilità amministrativa.
 
L’impresa toscana, dopo la convalida del sequestro probatorio, ha rimosso dalle camicie le etichette “Made in Italy”, apponendo nuove etichette “Made in Romania”.
 
L’operazione della Guardia di Finanza di Treviso, basata sul presidio di un punto di snodo fondamentale per il contrasto ai traffici illeciti, quale il casello autostradale di Venezia Est, che registra ogni anno il passaggio di oltre 3,5 milioni di veicoli, in buona parte provenienti dalla cosiddetta “Rotta Balcanica”, è stata finalizzata a tutelare i consumatori e gli operatori economici onesti, rispetto a coloro che tentano di conseguire facili profitti utilizzando in modo fraudolento ogni segno idoneo a ingannare sull’origine dei beni.
 
La diffusione del presente comunicato stampa è stata autorizzata dalla Procura della Repubblica di Arezzo (art. 5, comma 1, D.Lgs. n. 106/2006, come introdotto dall’art. 3 del D.Lgs. n. 188/2021).
 

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