Scontri a San Giacomo, Un'altra città: «Deplorevole la rigida gestione attuata da forze di polizia»
Comunicato della rete cittadina Per Un’Altra Città a fimra Maria Grazia Cogliati Dezza e Gianfranco Schiavone
La rete “Un’altra città” esprime preoccupazione per la situazione di tensione che è avvenuta il 1 maggio 2020 in campo San Giacomo, luogo nel quale alcune associazioni e gruppi informali di cittadini intendevano pacificamente realizzare un flash mob, un evento estremamente veloce e simbolico, in sostituzione del tradizionale corteo legato alla festa del 1 maggio, valore su cui si fonda la Repubblica nata dalla resistenza, che non avrebbe potuto tenersi in ragione dello stato di epidemia ancora in atto.
Dalle notizie, anche video, diffuse dalla stampa, se confermate, sembra indubbio che la manifestazione fosse stata organizzata in modo ordinato e rispettoso delle misure di distanziamento sociale la cui osservanza è imprescindibile in questo momento.
Appare dunque quanto mai deplorevole la rigida gestione attuata dalle forze di polizia che hanno inutilmente impedito l’evento denunciando altresì i manifestanti.
Un’altra città ricorda che la compressione delle libertà democratiche fondamentali può avvenire, in uno stato di diritto, solo se l’azione che si intende impedire è chiaramente lesiva di un altro diritto fondamentale. Il diritto alla salute, garantito dall’art. 32 della Costituzione, chiaramente lo è e per tale ragione il popolo italiano, dimostrando eccezionale maturità, ha rispettato regole e divieti negli ultimi mesi rinunciando a libertà la cui, anche parziale compressione, sarebbe stata impensabile. Poichè tuttavia è in gioco il bilanciamento di libertà ugualmente fondamentali un divieto che ne comprima una deve sempre essere proporzionato e ragionevole e deve parimenti essere evidente il nesso di causalità tra il comportamento che si intende prevenire o sanzionare e il pericolo che tale comportamento può determinato se messo in atto.
Quando, come nel caso dell’iniziativa che alcune realtà, diverse da un’altra città, intendevano realizzare per la Festa del Lavoro, la sanzione scatta in modo automatico senza alcuna valutazione concreta delle circostanze reali in cui avvengono i fatti, i diritti fondamentali dei cittadini vengono lesi e si incrina la fiducia tra le persone e le istituzioni, che è sempre fondamentale, ma ancor di più per gestire l’attuale delicatissima situazione di contenimento del contagio e di ripartenza del Paese.
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