San Giacomo in Monte, 23 nuovi stalli per moto: i residenti insorgono “Dove mettiamo la macchina?”

Cresce la protesta dei residenti di via San Giacomo in Monte, alle prese con una progressiva riduzione dei parcheggi per auto a favore di nuove aree destinate ai motocicli. L’ultima segnalazione arriva proprio da un cittadino, che documenta con foto notturne l’ennesimo caso emblematico: “23 nuovi posti moto oltre a quelli già esistenti... circa 9 posti macchina in meno!”, si legge nel post condiviso sui social.
Le immagini mostrano la nuova segnaletica orizzontale appena tracciata, che ha ristretto visibilmente gli spazi destinati alle automobili lungo la carreggiata. Accanto, uno scorcio di scooter parcheggiati accanto a un’auto, in un’area già saturata da cassonetti e spazi ridotti. “E malgrado tutto – prosegue l’autore del post – continuano a piazzare gli scooter nei pochi parcheggi rimasti. Quando torno dal lavoro, dove metto la macchina???”
Un disagio crescente in tutta la zona
La questione del riequilibrio tra posti auto e moto è particolarmente sentita in diversi rioni collinari della città, come San Giacomo, Barriera Vecchia e Campi Elisi, dove la pressione abitativa è alta e le possibilità di parcheggio sono sempre più esigue. La recente creazione di 23 nuovi stalli per motocicli ha sollevato le lamentele di molti automobilisti che lamentano una penalizzazione ingiustificata: “Capisco la mobilità sostenibile, ma qui è diventato impossibile vivere se hai un’auto”, commenta un altro residente nei commenti.
Scooter parcheggiati ovunque: aumentano i casi di sosta selvaggia
Al disagio si aggiunge il malcontento per la sosta disordinata degli scooter, spesso lasciati negli spazi auto o in prossimità degli attraversamenti pedonali, come evidenziato dalla foto allegata al post. Una situazione che rischia di creare situazioni pericolose anche per la visibilità dei pedoni e la viabilità complessiva.
Una richiesta di equilibrio tra le esigenze di tutti
I cittadini chiedono ora al Comune di rivalutare la distribuzione degli spazi e di ascoltare le esigenze di chi ogni giorno si sposta per lavoro o necessità, soprattutto nelle zone più densamente popolate. La richiesta non è contro le due ruote, ma per un’organizzazione che non sacrifichi la vivibilità urbana: “Ci vuole buon senso – si legge ancora – non si può cancellare un posto auto ogni volta che si traccia una nuova striscia bianca per le moto”.
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