Rapina, evasione e ricettazione: in manette due ricercati. Uno stava scappando dall'Italia

I Carabinieri della Compagnia di Aurisina hanno tratto in arresto due ricercati destinatari di ordini di cattura. Nel primo caso i militari hanno rintracciato un 49enne rumeno che cercava di uscire dall’Italia, destinatario di un ordine di carcerazione definitivo emesso dal Tribunale di Roma, per il quale deve scontare due anni di reclusione per il reato di rapina commesso a Roma tre anni fa circa. L’uomo, coinvolto in una lite con un connazionale a seguito della quale aveva sottratto un bracciale, era stato arrestato dai carabinieri intervenuti che erano riusciti anche a recuperare la refurtiva. Dopo la conclusione del procedimento penale (avvenuta nel mese marzo del 2024) si era allontanato facendo perdere le sue tracce. L’arresto è avvenuto durante i servizi di controllo del territorio in orario serale organizzati dai militari Compagnia di Aurisina lungo le tratte stradali dell’altipiano carsico, per il controllo di auto sospette e prevenire reati contro il patrimonio. Sempre sul fronte dei provvedimenti giudiziari è stato arrestato anche un 57enne triestino il quale deve scontare oltre 4 anni di reclusione per un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Trieste. Si tratta di un cumulo di pene a suo carico da scontare a seguito della conclusione dei procedimenti penali nei suoi confronti, scaturiti da alcuni episodi criminosi di cui si era reso protagonista alcuni anni fa. Nello specifico in un’occasione con la scusa di dover effettuare una telefonata urgente aveva sottratto il telefono cellulare a una donna, fuggendo dopo averla spintonata facendola cadere a terra. La descrizione fornita dalla vittima permetteva successivamente di identificarlo. Un secondo procedimento penale lo vedeva coinvolto per il reato di ricettazione in quanto aveva venduto una bici provento di furto; per ultimo, seppur sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, si era reso responsabile del reato di evasione. Da alcuni giorni in attesa dell’emissione del provvedimento i militari monitoravano attentamente i suoi movimenti, evitando così il rischio che lo stesso potesse pensare di allontanarsi. Entrambi gli arrestati dopo le formalità di rito sono stati trasferiti presso la Casa Circondariale di Trieste dove sconteranno la pena stabilita dall’Autorità Giudiziaria.
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