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Cronaca

Quarto Grado, Garlasco: reperti, due scontrini e una banana al centro del nuovo incidente probatorio

Luca Marsi·
Quarto Grado, Garlasco: reperti, due scontrini e una banana al centro del nuovo incidente probatorio

Diciotto anni dopo l’omicidio di Chiara Poggi, la sua camera da letto e il suo armadio custodiscono ancora oggetti rimasti intatti dal 2007, al centro ora del nuovo incidente probatorio disposto dal gip Daniela Garlaschelli. Durante la puntata di Quarto Grado condotta da Gianluigi Nuzzi, è stato mostrato come nella stanza della giovane – uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007 – ci sia ancora la borsa che alcuni siti indicavano come rubata, e accanto a quella, una borsetta in tela con dentro due scontrini del supermercato Famila, battuti il 6 e il 9 agosto 2007, quando i genitori di Chiara erano già partiti con il figlio Marco per una vacanza in Trentino.

Gli scontrini e i prodotti mai consumati

Gli articoli acquistati in quelle due date – dai cereali al fruttolo, fino all’Estathé – sono ora al vaglio della polizia scientifica. Gli esperti cercano tracce di DNA che possano rispondere alla domanda chiave: Chi ha consumato quei prodotti e quando? E soprattutto: Chi era in casa con Chiara nei giorni precedenti al delitto?

«Il 6 agosto alle 17:01 Chiara è a fare la spesa al supermercato di via Pavia, a 450 metri da casa». La spesa comprendeva cereali Kellogg’s, pane bianco, due confezioni di fruttolo alla fragola, spiedini, pancetta, assorbenti, cinque sacchi azzurri, pesto genovese, filo interdentale e filetti di pollo.

Tre giorni dopo, il 9 agosto, Chiara torna al supermercato. Compra due confezioni da tre di Estathé al limone, panna montata – «non era più intollerante al lattosio», aveva detto la madre Rita – fragole, scamorza, due pizze margherita, banane sfuse e gelato. Alle 18:22 passa alla cassa numero 7.

I resti della spesa ancora in casa

A colpire gli inquirenti e gli spettatori è il fatto che molti degli oggetti acquistati in quelle due spese siano rimasti in casa, mai buttati. «I resti di questa spesa sono proprio gli oggetti sotto analisi nei laboratori della polizia scientifica». Si vedono: la banana, l’Estathé, il fruttolo, i sacchi azzurri, i cereali. Su quest’ultimi è stata trovata una formazione pilifera, un pelo o un capello, senza tracce genetiche. L’unico DNA rilevato è quello di Chiara e di Alberto Stasi, il fidanzato, sulla cannuccia dell’Estathé. Nient’altro.

Eppure, si fa notare, Chiara usava la tessera fedeltà del supermercato. Analizzando il saldo punti, si è potuto verificare che tra i due scontrini non risulta alcuna altra spesa. Quindi: quando Chiara ha consumato il fruttolo? Il giorno prima dell’omicidio o la mattina stessa? E ancora: Quando Alberto ha bevuto quell’Estathé? Perché non ne parla nei due interrogatori, dove invece cita solo la pizza e la lattina di birra.

La casa cristallizzata al 2007

Le immagini mostrate da Quarto Grado rivelano una casa rimasta immobile nel tempo. «La scatola dei cereali è qui sul piano cucina, ma Chiara li stava consumando sul divano direttamente dalla busta, con il cucchiaino». Si intravede il cucchiaio. Sul divano, un cuscino giallo e blu, preso dalla cucina e appoggiato lì, «come se qualcuno avesse dormito».

In salotto, una presa multipla usata da Stasi per caricare il computer. Ma lui, nei primi interrogatori, affermò: «Siamo rimasti in cucina mentre io mi dedicavo alla tesi. Chiara guardava il film Lo squalo su Rete 4». La disposizione dei mobili è rimasta invariata. Nella sala da pranzo, due cartoni delle pizze della sera prima: Chiara non aveva ancora buttato l’immondizia. La colazione? Forse l’ultima traccia.

Il tappetino, l’acetato e il DNA dell’ignoto 2

Nel bagno, un tappetino sporco di sangue ha restituito solo DNA di Chiara. Ma su un foglio di acetato con indicazione “numero 13 – superficie interna – anta fissa – porta cucina”, è stata isolata una traccia genetica incompleta, frammento di DNA maschile.

È compatibile con l’ignoto 2, il profilo trovato sotto le unghie di Chiara? La domanda resta sul tavolo degli inquirenti. Lo studio di tutti questi elementi fa parte del maxi incidente probatorio avviato nella nuova inchiesta, che vede come indagato Andrea Sempio, amico di Marco Poggi. A 18 anni dal delitto, i dettagli dimenticati potrebbero raccontare una nuova verità.

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