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Cronaca

Primavera e zanzare: gli italiani percepiscono il rischio, ma la prevenzione resta in secondo piano

Luca Marsi·
Primavera e zanzare: gli italiani percepiscono il rischio, ma la prevenzione resta in secondo piano

Con l’arrivo della primavera e il progressivo aumento delle temperature, tornano protagoniste anche le zanzare, che accompagneranno le belle giornate e le serate all’aperto degli italiani. Ma quello che per molti è solo un fastidio stagionale nasconde in realtà un tema sempre più rilevante per la salute pubblica. La ricerca condotta da Rentokil, azienda leader mondiale nei servizi di Pest Control & Management, insieme a mUp research, fotografa una popolazione italiana consapevole dei rischi sanitari legati agli insetti vettori, ma ancora poco incline ad adottare direttamente comportamenti preventivi, delegando ad altre entità queste azioni ed intervenendo in prima persona solo quando il problema si manifesta.

 

Negli ultimi anni, infatti, la percezione del rischio sanitario è cresciuta: oggi quasi 6 italiani su 10 ritengono che sia aumentato in Italia, soprattutto a causa del cambiamento climatico (89,6%) e della crescente mobilità internazionale (41,5%), che favoriscono la diffusione di specie invasive. Una consapevolezza che si fa più marcata tra i giovani adulti, in particolare nella fascia tra i 25 e i 34 anni, che risultano i più informati e sensibili al tema. 

Nonostante ciò, la conoscenza delle malattie trasmesse resta ancora limitata: se la West Nile Fever (41,4%) e laDengue (37,1%) sono le malattie più note, molte altre restano poco riconosciute o vengono confuse e quasi un italiano su dieci non associa alle zanzare alcun rischio sanitario presente in Italia. Un dato particolarmente rilevante se si considera che nel solo 2025 sono stati registrati oltre 500 casi di West Nile nel Paese a conferma di una minaccia concreta e già in atto.

 

Anche nei comportamenti quotidiani prevale un approccio più difensivo che preventivo. Zanzariere (64,3%) e repellenti (59,6%) restano le soluzioni più diffuse, scelte per proteggersi nell’immediato senza però intervenire sulle cause del problema. Gli interventi professionali, infatti, sono ancora poco diffusi e coinvolgono appena il 2,9% della popolazione.

 

Un segnale interessante arriva però dalle fasce più giovani: tra i 25 e i 34 anni si registra una maggiore attenzione al tema e una più alta propensione ad adottare soluzioni preventive, con il ricorso a servizi specializzati che sale al 7,2%. Un dato che suggerisce un cambio culturale in atto, seppur ancora limitato.

Tuttavia, permane una forte tendenza a delegare la responsabilità della prevenzione alle istituzioni: il 65,4% degli italiani intervistati percepisce la gestione del problema zanzare come una responsabilità degli enti pubblici, come Comuni e ASL, evidenziando una limitata consapevolezza del ruolo che anche i singoli cittadini, affidandosi ad esperti specializzati, possono svolgere nella gestione del rischio. A questo si aggiunge un ulteriore paradosso: se l’88,9% degli italiani considera fondamentale un piano di prevenzione professionale negli spazi condivisi per potersi sentire al sicuro , emerge una limitata consapevolezza del ruolo che i singoli cittadini possono svolgere nel proprio privato, dove spesso non viene attuata alcuna misura specifica.

 

In questo contesto, la primavera rappresenta una fase cruciale: secondo gli esperti Rentokil è proprio questo il momento ideale per programmare interventi di prevenzione, poiché coincide con la ripresa dello sviluppo larvale delle zanzare.

 

“Agire in anticipo con trattamenti antilarvali consente di contenere le infestazioni più gravi che tendono a manifestarsi nei mesi estivi, quando l’attività degli insetti raggiunge il picco. Un approccio preventivo in questa fase permette inoltre di ridurre il ricorso successivo a interventi contro gli insetti adulti, che prevedono l’utilizzo di prodotti chimici a maggiore impatto ambientale” spiega Fabio Landi, Quality Specialist - Pest Management Expert di Rentokil Initial Italia.

 

Dall'indagine emerge chiaramente un quadro in evoluzione: se da un lato si attende un'azione preventiva decisa da parte di istituzioni e realtà B2B, dall'altro resta fondamentale migliorare l'attivazione del singolo. La ricerca evidenzia però un paradosso: se l’82,5% degli italiani riconosce l’efficacia di un piano di prevenzione strutturato, una quota significativa (pari al 13,4%) tende comunque ad agire solo in fase emergenziale. La sfida per il futuro è dunquetrasformare la percezione del rischio in una responsabilità collettiva condivisa, dove la prevenzione professionale non sia vista solo come un dovere altrui, ma come una pratica necessaria anche a livello individuale per garantire una sicurezza continuativa e integrata.

 

Proprio per colmare questa distanza tra consapevolezza e azione, diventa fondamentale adottare un piano strutturato e continuativo di gestione delle zanzare. In questa direzione si inserisce l’approccio IMM (Integrated Mosquito Management), che combina attività di monitoraggio, controllo e prevenzione con l’obiettivo di ridurre i focolai larvali e limitare la diffusione degli insetti adulti. Un programma IMM adeguato consente non solo di contenere le infestazioni, ma anche di mitigarne l’impatto sull’ambiente e contribuire alla tutela della salute pubblica.

 

Maggiori informazioni sono disponibili sul sito Rentokil

 

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