lunedì 3 agosto 2026
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Cronaca

Oltre 30 tesori archeologici restituiti al mondo: maschere votive e statuette tornano “a casa” grazie ai Carabinieri

Luca Marsi·
Oltre 30 tesori archeologici restituiti al mondo: maschere votive e statuette tornano “a casa” grazie ai Carabinieri

Una vera e propria operazione culturale internazionale, quella portata a termine dal Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) dei Carabinieri di Udine, che ha riconsegnato oltre 30 reperti archeologici alle Ambasciate di Colombia, Costa Rica, Egitto, Panama, Perù e Repubblica Dominicana, nonché al prestigioso Museo delle Civiltà di Roma, a seguito di una complessa indagine avviata nel 2017 e coordinata dalla Procura della Repubblica di Verona.

I beni restituiti, fra cui vasellame, statuette e manufatti risalenti a epoche comprese tra il I millennio a.C. e il XVI secolo, rappresentano testimonianze uniche delle antiche civiltà precolombiane e dell’Egitto faraonico. A consegnarli ufficialmente, il Comandante del Nucleo TPC di Udine, in una serie di cerimonie formali che si sono concluse il 9 luglio.

Una collezione privata frutto di trent’anni di acquisti nei mercatini dell’usato

La scoperta risale al 2017, quando i Carabinieri TPC, nel corso di attività di monitoraggio del mercato antiquario, hanno individuato un’eclettica collezione archeologica custodita nella casa di un appassionato residente a Verona. L’uomo, pur privo di intenti criminali, aveva acquistato in oltre trent’anni i reperti in mercatini del Nord-Est, ignaro della loro provenienza illecita e della gravità del possesso non documentato.

Tra i manufatti spicca una preziosa maschera votiva in pietra, appartenente alla cultura Taino (Repubblica Dominicana), classificata tra gli oggetti a massimo rischio di trafugamento dalla Red List dell’ICOM (International Council of Museums).

Una sentenza esemplare: beni restituiti ai legittimi Stati d’origine

Al termine degli accertamenti, il Tribunale di Verona ha disposto la restituzione immediata dei beni culturali alle nazioni aventi diritto, decretando anche la consegna di alcuni oggetti non univocamente attribuibili al Museo delle Civiltà di Roma, affinché possano comunque essere valorizzati nel rispetto della loro origine extra-nazionale.

È stato inoltre disposto l’archiviazione del procedimento penale nei confronti del collezionista, ritenuto in buona fede, ma privato in via definitiva della disponibilità dei beni.

Italia leader nella diplomazia culturale: l’arte non ha confini

L’operazione di restituzione testimonia, ancora una volta, l’eccellenza del sistema italiano di tutela del patrimonio culturale, capace non solo di proteggere l’eredità storica nazionale, ma anche di cooperare con autorevolezza a livello internazionale per il rimpatrio di opere trafugate.

“Il ritorno di questi oggetti – sottolineano i Carabinieri del TPC – rappresenta un messaggio potente: la cultura è un valore universale, da proteggere oltre ogni confine. Restituire beni illecitamente sottratti è un atto di giustizia, memoria e civiltà.”

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