"Non siamo ancora all'economia di guerra"
"Draghi ha ribadito il suo whatever it takes, il governo farà di tutto per tutelare famiglie e imprese. Non siamo ancora all'economia di guerra e ci sono tutti gli strumenti per gestire questa fase in maniera non traumatica. Andiamo verso la bella stagione e abbiamo i mezzi per diversificare le fonti energetiche e consentirci lo stoccaggio preventivo, con meno costi e nessun disagio".
Lo dice, in un'intervista al Corriere della Sera, il ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta. Sulla possibilità dello stop all'importazione di gas dalla Russia, e se questo porterà a recessione, inflazione e razionamenti, Brunetta sottolinea:"Non è ancora detto, non fasciamoci la testa. In Europa non si è presa nessuna decisione di questo tipo. Per il momento stiamo pagando un aumento finanziario del prezzo del gas e dell'energia che viene da prima dello scoppio della guerra". "
"Finora nel governo non abbiamo mai parlato di razionamenti. In questo tipo di congiuntura conta molto la durata della guerra. Ci sarà o no, il cessate il fuoco? Nessuno lo sa. Tutti invece sanno chi è l'aggressore e chi l'aggredito e la stragrande maggioranza degli italiani sta con le vittime e quindi con il governo, che assieme alla comunità internazionale ha reagito con razionalità e determinazione alla violenza inaudita della Russia di Putin", aggiunge. In merito alle imprese il ministro afferma:"C'è un ampio margine di ottimizzazione per molte imprese energivore. Un margine che non abbiamo mai percorso perché, quando avevamo l'energia facile, non abbiamo fatto i necessari investimenti. Questo tipo di stress ci deve portare adesso a scelte di politica economica, energetica e ambientale che non abbiamo mai fatto e lo stesso vale per la semplificazione amministrativa".
"Il nostro destino passa attraverso le scelte che si fanno nei momenti difficili - prosegue -. Sulla transizione ecologica dovremmo trarre giovamento da questa prova culturale, di responsabilità ed efficienza a cui siamo sottoposti". "Il governo sta lavorando a un'articolazione delle fonti, dal Gnl al fotovoltaico e all'eolico. Paradossalmente questo tipo di emergenza può diventare un catalizzatore della modernizzazione, perché ci indica quel mix energetico che per miopia strategica non abbiamo messo a fuoco prima", spiega Brunetta. L'emendamento che abbassa la temperatura negli uffici pubblici "è un segnale positivo, mi ricorda mia madre che mi diceva 'quando esci dalla stanza spegni la luce'. Io intendo fare ben di più, mettendo i pannelli solari sul tetto di un milione di edifici pubblici, con particolare riferimento alle scuole. Non risolverebbe la dipendenza dal gas russo, ma avrebbe un valore educativo enorme".
(ANSA). Y29-FD
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