Migranti rintracciati, Roberti: «Perché confini chiusi per Coronavirus ma non per i migranti?»
Pierpaolo Roberti, assessore regionale alla sicurezza, è intervenuto in diretta sulla pagina Facebook di Trieste Cafe nella serata del 2 maggio per parlare dei migranti rintracciati: nelle ultime 24 ore, infatti, sono stati più di 60 i migranti provenienti dalla rotta balcanica individuati a Trieste e nelle zone limitrofe. «Questo un po’ ci preoccupa, perché nell’ultimo periodo i rintracci erano stati molto scarsi, adesso siamo sinceramente preoccupati. Oltre alla preoccupazione, dovuta al fatto che non vogliamo che arrivino immigrati clandestini, c’è anche la preoccupazione legata all’emergenza sanitaria. Una situazione già difficile che si complica con le presenza di richiedenti asilo, i quali devono anche svolgere la quarantena sul territorio: sorge quindi anche la responsabilità di dover trovare delle strutture adeguate. A prescindere dalle condizioni sui Balcani e dalle condizioni geo-politiche nei territori, bisogna fare alcune considerazioni anche sul comportamento del nostro governo. In particolare, ritengo vadano utilizzati gli strumenti messi in campo per individuare chi non rispetta le restrizioni per la quarantena anche per rintracciare i migranti irregolari. Prima dell’inizio dell’epidemia, la Serbia aveva deciso di blindare i campi profughi: se di colpo adesso ne arrivano decine e decine a Trieste, qualcosa è cambiato, e la situazione si complica. Per questo chiediamo immediatamente l’attivazione di un tavolo con il ministero dell’interno e un dialogo con la Slovenia e i paesi della rotta balcanica, per capire come far in modo che la situazione già gravissima sul nostro territorio non venga aggravata da ulteriori arrivi. Quando noi dicevamo che bisognava chiudere i confini per evitare il flusso di richiedenti asilo, ci dicevano che non si poteva. Dopodiché, un giorno, con l’emergenza sanitaria la Slovenia ha deciso di chiudere i confini dalla sera alla mattina. Sembra assurdo che un triestino non possa attraversare il confine per farsi un giro in Carso ma poi 50-60 migranti possano tranquillamente arrivare in Italia. Noi, in quanto regione, vogliamo dare alle forze dell’ordine ogni tipo di strumento per bloccare gli arrivi. La regione rischia di andare in crisi se si ritrova a dover gestire la quarantena anche di tutti i migranti che arrivano, le competenze per risolvere questo problema sono nelle mani dello stato, questa battaglia non possiamo vincerla da soli, serve anche il contributo della rotta balcanica».
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