La scoperta che segnò Lorenzo Giorgi: San Nicolò e la più grande delusione

La delusione che segnò un bambino: oggi, 5 dicembre, Lorenzo Giorgi ci racconta il giorno più amaro della sua infanzia. 42 anni fa, nel 1982, scoprì quella che per lui era una verità insostenibile: San Nicolò non esiste.
La rivelazione arrivò come un fulmine a ciel sereno dalla sua amata maestra, Pia S. , durante una normale lezione nella quinta elementare della scuola Ruggero Manna. Per il piccolo Lorenzo fu un trauma: San Nicolò rappresentava per lui la magia dell’infanzia, l’attesa, la sorpresa, il giorno più bello dell’anno.
L'incanto di San Nicolò:
San Nicolò, nella tradizione triestina, è una figura profondamente radicata. Simbolo di generosità e magia, porta doni e gioia nelle case ogni 6 dicembre, rendendo questa festa uno dei momenti più attesi dai bambini.
Per Lorenzo, era il giorno che attendeva con più ansia, anche più del compleanno. Ogni 5 dicembre si preparava con cura: una tovaglia rossa, una polentina o una merendina, e una bottiglietta di chinotto, destinati al Santo. Il mattino seguente, alle 6.30 in punto, correva in soggiorno per scoprire i doni lasciati da San Nicolò.
Il trauma della scoperta:
Tornato a casa da scuola quel fatidico 5 dicembre 1982, il giovane Lorenzo decise di verificare la scioccante rivelazione della maestra. Frugando tra gli armadi dei genitori, trovò i regali che San Nicolò avrebbe dovuto portargli quella notte. La magia si infranse.
Eppure, nonostante il dolore, decise di mantenere la tradizione: quella sera preparò la tovaglia, il chinotto e la merendina, ma il mattino seguente non si svegliò da solo come al solito. Fu sua mamma a richiamarlo con un tono che ancora oggi ricorda: “Movite, xe le 7 passadeeeee!”
Dal giorno dopo, però, tutto cambiò. La tovaglia rossa e gli ammennicoli scomparvero, e San Nicolò non tornò più.
Un ritorno alla magia:
Negli anni, Lorenzo ha ripensato a quella delusione e ha iniziato a scherzarci sopra, domandandosi: E se San Nicolò esistesse davvero, ma fosse così impegnato da delegare ai genitori l’acquisto dei regali?
Dopotutto, qualcuno quel chinotto lo beveva. Inoltre, ricorda di aver incontrato personalmente San Nicolò più volte fuori dal negozio Orvisi, consegnandogli di persona le sue letterine.
Un rituale che ritorna:
Quest’anno, 5 dicembre 2024, Lorenzo Giorgi ha deciso di tornare bambino: preparerà di nuovo la tovaglia rossa, una brioche e una bottiglietta di chinotto, con la speranza che San Nicolò, magari sorpreso di ritrovare quei gesti di devozione, faccia una nuova visita.
Le tradizioni che scaldano il cuore:
Ancora oggi, Trieste mantiene viva la magia di San Nicolò. I mercatini, le letterine dei bambini e i piccoli rituali tramandano il fascino di questa festa, che Lorenzo descrive come il giorno più speciale dell’anno.
Forse, come suggerisce lui stesso, San Nicolò non è solo un portatore di regali, ma un simbolo di quell’innocenza e di quello stupore che rendono l’infanzia così unica. E, chissà, forse davvero preparare una tovaglia rossa e un chinotto può far tornare un pizzico di quella magia.
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