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Cronaca

Influencer triestina Samantha: «Sui social l’algoritmo va studiato, cambia ogni mese» (VIDEO)

Luca Marsi·
Influencer triestina Samantha: «Sui social l’algoritmo va studiato, cambia ogni mese» (VIDEO)

Sui social non basta pubblicare un buon contenuto. Per Samantha Favretto, influencer intervenuta nella diretta di Trieste Cafe dedicata a “Social, tra algoritmi e novità”, oggi chi lavora sulle piattaforme deve riuscire a combinare autenticità, qualità e una conoscenza sempre più approfondita dei meccanismi che regolano la distribuzione dei contenuti.

Intervistata da Luca Marsi insieme al DJ Ricky Ottolino e all’opinionista Stefano Rebek, Favretto ha spiegato come dietro un profilo social professionale ci sia un lavoro di analisi molto più complesso di quanto possa apparire dall’esterno.

«È un mix tra contenuto e algoritmo»

Alla domanda se per un influencer conti maggiormente realizzare un buon contenuto oppure comprendere l’algoritmo, Favretto non ha avuto dubbi.

«Secondo me è un mix», ha spiegato. «Devi sì dare un contenuto di altissima qualità, magari più corto, meno editato, ma molto vero, con un’opinione vera, e i brand apprezzano tantissimo».

La qualità, però, rappresenta soltanto una parte del lavoro.

«Anche l’algoritmo va studiato nel dettaglio. Di qualsiasi piattaforma si parli, se capisci l’algoritmo hai vita semplice. Solo che cambia, praticamente ogni mese cambia l’algoritmo».

Da qui la necessità di un aggiornamento continuo e di una lettura costante delle statistiche del proprio profilo.

«Anche se non vuoi devi studiare i dati per forza», ha sottolineato Favretto.

Conoscere il pubblico prima di pubblicare

Nel corso della discussione è emersa con forza proprio l’importanza delle analytics, cioè dei dati che consentono di capire chi segue un profilo, quando utilizza la piattaforma e quali contenuti apprezza maggiormente.

Un elemento fondamentale perché sui social non esiste una formula valida indistintamente per tutti. Un contenuto può funzionare molto bene su un determinato profilo e ottenere risultati completamente diversi su un altro.

Il punto centrale diventa quindi conoscere il proprio pubblico e costruire una comunicazione coerente con le persone che effettivamente seguono l’account.

Orari, durata e primi secondi

Favretto ha poi approfondito un altro aspetto fondamentale: il momento in cui pubblicare.

«Devi guardare le analytics per sapere chi ti segue, quando si collega e che tipo di contenuto guarda prima», ha spiegato.

Bisogna quindi comprendere se il pubblico preferisca contenuti rapidi, come storie e short, oppure se sia più disponibile in determinati momenti della giornata a dedicare tempo a un video lungo.

«Gli orari sono fondamentali per sapere quando postare».

Nel suo caso la programmazione diventa indispensabile anche per raggiungere pubblici che si trovano in altri Paesi.

«Io per esempio, se devo postare di notte, col cavolo che sto sveglia di notte. Programmo tutto, a meno che non siano le live».

Una vera organizzazione editoriale, dunque, dietro quella che per l’utente finale appare semplicemente come una foto, un reel o una storia pubblicata sul telefono.

Il pubblico giusto nel momento giusto

La regola indicata da Favretto è semplice: se si vuole sperimentare, si può anche pubblicare senza seguire uno schema preciso. Se invece si dispone di un contenuto importante che deve raggiungere un pubblico specifico, conoscere tempi e caratteristiche di quel pubblico diventa essenziale.

«Se hai un contenuto a cui ci tieni e vuoi che vada a colpire una determinata zona, un determinato pubblico, devi sapere quando quel pubblico sarà presente».

Il mondo social, quindi, appare sempre meno improvvisato. Dietro pochi secondi visualizzati sullo schermo può esserci un lavoro fatto di dati, programmazione, studio dei comportamenti e aggiornamento continuo degli algoritmi.

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