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Cronaca

Incrocio di sguardi sulla 48, lui non si arrende: “Scrivimi anche solo ciao”

Luca Marsi·
Incrocio di sguardi sulla 48, lui non si arrende: “Scrivimi anche solo ciao”

Un attimo che resta sospeso tra le fermate Un semplice viaggio in autobus si è trasformato in qualcosa di più. È successo nella mattinata di sabato 11 aprile 2026, intorno alle 11, a bordo del bus 48, dove un triestino racconta di aver incrociato lo sguardo di una donna che non è più riuscito a dimenticare.

Il racconto: “Elegante, vestita di nero, con gli occhiali da sole”

Lui la descrive così: elegante, vestita di nero, con occhiali da sole. Un’immagine nitida, impressa nella memoria in pochi istanti. Nessuna parola, nessuna presentazione, solo uno scambio di sguardi e poi il tempo che scorre, le porte che si aprono, le fermate che separano.

Un appello semplice, diretto, autentico

È proprio da quel momento che nasce l’appello social, breve ma carico di significato:

“Chissà se quella bella signora vestita di nero con occhiali da sole, che intorno alle 11 sul bus 48, mi manderà un saluto con un semplice ciao.”

Nessuna richiesta eclatante, nessun romanticismo forzato: solo un invito leggero, quasi timido, che punta tutto su una parola semplice, “ciao”.

Trieste e le coincidenze che sanno di destino

In una città come Trieste, dove le distanze sono brevi e gli incontri possono ripetersi, storie come questa accendono subito la curiosità. Perché dietro a un autobus, a una linea, a un orario preciso, può nascondersi qualcosa di più di una semplice coincidenza.

Il fascino degli incontri mancati

Sono proprio questi momenti, imperfetti e incompleti, a colpire di più. Attimi che non si chiudono, che restano aperti come una porta appena socchiusa. E a volte basta davvero poco per riaprirla.

Ora la parola passa a lei. O al destino. O magari… proprio a quel “ciao” che potrebbe cambiare tutto. 💙

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