In 200 per solidarietà a Israele in piazza Unità, piccole provocazioni di filo-palestinesi

"Attacco vile, senza precedenti, con bambini sgozzati e uccisi. L'indicibile è stato fatto, anche per le falle di uno stato democratico, nel bene e nel male. Questo sarà da discutere ma dopo". "Ora per noi bisogna fare piazza pulita dei membri di Hamas, per quanto riguarda la striscia di Gaza: non la popolazione. Si sta cercando di evitare al massimo quello che possono essere gli attacchi sulla popolazione civile, mandando volantini, e-mail e messaggi, per allontanarli dall'obiettivo che deve essere colpito. Non c'è intenzione di colpire la popolazione civile, sebbene la stessa popolazione civile ha festeggiato quando sono uscite le notizie e hanno visto le immagini". Così il presidente della Comunità ebraica di TRIESTE, Alessandro Salonicchio, al presidio di solidarietà questa sera davanti alla Prefettura di TRIESTE, a cui hanno partecipato circa 200 persone, tra cui rappresentanti politici bi-partisan, del Comune e della Regione. Il rabbino capo di TRIESTE, Alexandre Meloni, ha evidenziato che, dopo che i fatti iniziati di sabato si sono sedimentati, "è successo qualcosa di diverso in Israele. Abbiamo assistito in diretta per la prima volta nella storia a un pogrom. Vi sono tutti gli elementi comuni dei pogrom, uccisione dei bambini, stupri di donne, massacri di uomini, solo che è successo nel nostro Paese, dove credevamo di poter essere finalmente sicuri". Proprio durante l'intervento di Meloni, in diversi punti della piazza piccoli gruppi di giovani hanno inscenato piccole azioni di disturbo: ragazze italiane che passando davanti alla Prefettura urlano "Palestina libera", subito fermate e identificate dalla Polizia; una gioiosa festa di laurea di studenti e studentesse mussulmane col velo tradizionale al centro della piazza; un gruppo di giovani palestinesi a urlare "free Palestine" e insulti a Israele davanti alla Regione. Quest'ultimo gruppetto ha creato qualche tensione in più con la Polizia, ma la Digos è riuscita a identificare, placare i più agitati e sequestrare l'impianto amplificatore portatile, e non vi sono stati disordini. (Red/ Dire)
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