Il talento friulano Aran Cosentino brilla al fianco di Steve McCurry e Roger Ballen a Venezia

Per quattro giorni l’isola di San Servolo si è trasformata in uno dei palcoscenici più prestigiosi al mondo della fotografia. Dal 9 al 12 aprile si è svolta la settima edizione del Venezia International Photo Festival, confermando ancora una volta Venezia come capitale indiscussa dell’arte fotografica contemporanea. Quattordici workshop di altissimo livello, tenuti da alcuni dei più grandi maestri viventi – da Steve McCurry a Roger Ballen, da Reza Deghati a Jane Evelyn Atwood, fino ad Antoine d’Agata e Paul Rousteau – hanno attirato professionisti e appassionati da ogni parte del pianeta.
In questo contesto d’eccellenza, una storia tutta italiana ha catturato l’attenzione: quella di Aran Cosentino, giovane fotografo udinese di soli 23 anni, che per la quarta edizione consecutiva ha fatto parte dello staff come assistente. Dopo aver assistito Arthur Hubert Legrand, Reza Deghati e Stefan Rappo (storico assistente di Peter Lindbergh), quest’anno Aran ha vissuto un’esperienza che molti giovani fotografi possono solo sognare: è stato scelto, insieme al collega Luca Scarbellotto, per assistere Steve McCurry nel suo workshop di street photography tra le calli della Serenissima.
Non solo. Durante quei giorni magici, lo stesso McCurry ha immortalato Aran tra le calli veneziane; un momento quasi surreale per il giovane friulano, che ha avuto anche modo di conoscere la moglie del maestro, Andie Belone, e la figlia Lucia.
Il festival ha rappresentato per Aran anche un’importante occasione di crescita artistica: ha mostrato la sua serie “Viaggio nell’oscurità dell’inconscio” proprio a Roger Ballen, uno dei maestri che aveva ispirato la sua tesi di laurea sul concetto junghiano di Ombra, ricevendo un parere positivo e incoraggiante. Diplomatosi con lode all’Accademia di Belle Arti di Venezia e attualmente iscritto al biennio specialistico in Fotografia all’Accademia di Bologna, Cosentino incarna quella generazione di giovani talenti che sta portando nuova ambizione all’arte fotografica italiana.
Il Venezia International Photo Festival continua a confermarsi non solo come un evento di altissimo livello, ma come un luogo di incontro autentico tra maestri e nuove generazioni, dove la passione per l’immagine diventa ponte tra culture, esperienze e visioni del mondo. E per un ragazzo di Udine che solo pochi anni fa muoveva i primi passi con la macchina fotografica, ritrovarsi ritratto da Steve McCurry tra le calli di Venezia rappresenta senza dubbio uno di quei momenti che segnano per sempre un percorso artistico.
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