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Cronaca

Il giovane triestino Daniele Bordon e la visita al Kibbutz Be'eri: tra rovine, dolore e speranza (VIDEO)

Luca Marsi·
Il giovane triestino Daniele Bordon e la visita al Kibbutz Be'eri: tra rovine, dolore e speranza (VIDEO)

"Camminare tra le rovine di Be'eri è come ascoltare le voci di chi ha vissuto qui, tra storie di vita spezzate e speranze che cercano ancora di fiorire." Queste le parole del triestino Daniele Bordon dopo la sua visita al Kibbutz Be'eri, uno dei luoghi maggiormente colpiti durante l’attacco del 7 ottobre.

La visita, racconta Bordon, è stata un’esperienza toccante e profondamente significativa. Il kibbutz, un tempo simbolo di comunità e cooperazione, oggi porta le ferite di quell’assalto che ha lasciato dietro di sé distruzione e dolore. Molti abitanti sono ancora in ostaggio, una realtà che rende l’atmosfera ancora più carica di emozioni contrastanti.

Passeggiare tra le macerie di Be'eri significa immergersi in un silenzio rotto solo dai racconti di chi, nonostante tutto, prova a ricostruire. Le case distrutte, le strade vuote e gli oggetti sparsi tra i detriti parlano di vite interrotte, ma anche di resilienza e determinazione a ripartire.

"Le storie che ho ascoltato qui – aggiunge Bordon – sono fatte di ricordi, di volti che non ci sono più, ma anche di una comunità che non vuole arrendersi. C’è dolore, ma anche la volontà di trasformare la sofferenza in memoria e rinascita."

La visita al Kibbutz Be'eri non è solo un viaggio tra i luoghi della distruzione, ma un monito a non dimenticare e a continuare a credere nella possibilità di ricostruire, nonostante le ferite ancora aperte.

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