martedì 11 agosto 2026
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Cronaca

Giornata dei Corregionali all'estero: un omaggio a chi ha mantenuto il legame con il Friuli Venezia Giulia

Luca Marsi·
Giornata dei Corregionali all'estero: un omaggio a chi ha mantenuto il legame con il Friuli Venezia Giulia

"Rendere omaggio a chi in un momento
economicamente difficile è stato costretto ad emigrare con dolore
e sacrificio, mantenendo comunque un legame importante con la
terra d'origine. Ma anche ricordare che oggi il Friuli Venezia
Giulia è una realtà diversa, sana, con una buona qualità di vita,
che offre tante opportunità di crescita". 

Il presidente del Consiglio regionale, Mauro Bordin, ha riassunto
così il significato della Giornata dei Corregionali all'estero,
introdotta nel 2016 con una modifica alla LR 7/2002 e celebrata
in apertura dell'odierna seduta dell'Assemblea legislativa.

"Grazie per aver portato all'estero i nostri valori, la nostra
cultura, il senso di appartenenza al Friuli Venezia Giulia - ha
sottolineato Bordin -. Ormai l'emigrazione è cambiata, non è più
una necessità ma una scelta. Tanti giovani scelgono un'esperienza
all'estero perché attratti da prospettive di crescita maggiori
rispetto a quelle che possono avere in Italia e questo deve far
riflettere le istituzioni, perché questa fuga mette a rischio il
futuro di tutti noi. Grazie alle associazioni che mantengono vivo
il rapporto con tutti i corregionali all'estero, anche quelli di
seconda e terza generazione, perché possono aiutarci a veicolare
il messaggio che il Fvg offre opportunità anche nel presente". 

Un messaggio condiviso dai rappresentanti delle sette
associazioni dei corregionali all'estero e anche da tanti
emigrati e loro discendenti presenti in Aula. Tra questi, cinque
giovani neolaureate, provenienti da Argentina, Stati Uniti e
Australia, qui per uno stage grazie a un'iniziativa
dell'Associazione giuliani nel mondo. "È uno - ha ricordato il
presidente Giorgio Perini - dei tanti progetti che realizziamo,
anche con il sostengo della regione, non un regalo ma una modesta
compensazione per chi, esule emigrato, non ha potuto nemmeno
nutrire la speranza di ritornare nella sua terra natale". 

Franco Iacop, presidente dell'Ente Friuli nel mondo ha
sottolineato la rinnovata missione di queste associazioni che
hanno saputo ricreare nel mondo un luogo dove mantenere vivi
l'identità e i valori della propria comunità e che ora devono
trovare nuova linfa dai giovani, circa 3.000 all'anno, che dal
Fvg si trasferiscono all'estero. "Pensiamo che il rientro degli
emigrati sia possibile e l'auspicio è che il nostro lavoro vada a
beneficio degli emigrati ma anche del Fvg".

Ha inviato un saluto agli emigrati di tutto il mondo Gino
Gregoris, presidente di Efasce. "Questa giornata rappresenta un
anello di congiunzione importante tra le attività delle
associazioni e la Regione, animate dagli stessi obiettivi". 

"L'attaccamento dei nostri corregionali all'estero è molto forte
- ha ricordato Giuseppe Petrei, presidente di Alef - a aumenta in
modo proporzionale alla distanza dalla Madre patria. L'Alef da
oltre 50 anni cerca di mantenere viso il contatto tra loro e la
terra d'origine". 

"È un onore essere qui - ha detto Bruna Zuccolin, vicepresidente
Eraple -. Gli emigrati sono i primi ambasciatori del Fvg nel
mondo. Portavo avanti un'identità culturale e linguistica. Grazie
per il sostegno che ci date". 

Ha ricordato l'importanza delle rimesse dei minatori delle valli
del Natisone emigrati in Belgio, Mariano Zufferli, vicepresidente
Unione Emigranti Sloveni del Fvg. "A distanza di molti anni
possono tornare a essere protagonisti importanti per lo sviluppo
sostenibile del turismo. Risorsa preziosa per una ripresa quanto
mai necessaria nel nostro territorio".

Giovanna Colautti, componente del comitato di presidenza della
Clape, ha raccontato invece la sua esperienza di giovane
emigrata, rientrata in regione dopo alcuni anni in Australia e
Nuova Zelanda. "Qui l'università pubblica permette a tutti di
studiare, all'estero spesso non è accessibile. Tutti noi abbiamo
un legame forte con la nostra terra d'origine e spesso è
necessario sradicarsi per capire quanto siano solide queste
radici. Le associazioni di corregionali all'estero consolidano
questi legami e danno linfa a chi vive a chilometri di distanza".

La mattinata ha visto un momento particolarmente emozionante con
la consegna del sigillo del Consiglio regionale ad Annamaria
Marincovich, esule da Fiume, emigrata in Argentina 72 anni fa.
"Ci deridevano, ci definivano morti di fame - ha raccontato
Annamaria -. Abbiamo unito le forze per mantenere la nostra
dignità, puntando sul valore del lavoro e stando assieme abbiano
mantenuto il senso di comunità. Oggi abbiamo bisogno del vostro
aiuto per mantenere in vita i nostri circoli". Un appello
concluso con un commovente ringraziamento. "Era da 13 anni che
non vedevo la mia famiglia, non pensavo di viaggiare, ma grazie a
chi si è prodigato a mio favore sono tornata in Italia e ho
potuto salutare mio figlio, mancato 3 anni fa". 

L'importanza di tenere allacciati i contatti con gli emigrati e
le loro associazioni è stato sottolineato anche dall'assessore
regionale Pierpaolo Roberti, in chiusura di giornata.
"Continuiamo a collaborare per il bene dei nostri corregionali e
di tutto il Fvg", ha concluso Roberti.
ACON/AA-fc

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