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Cronaca

Furto al dj Mauro Manni, Rebek durissimo: “rubare strumenti di lavoro è doppiamente schifoso” (VIDEO)

Luca Marsi·
Furto al dj Mauro Manni, Rebek durissimo: “rubare strumenti di lavoro è doppiamente schifoso” (VIDEO)

Nel corso della diretta di Trieste Cafe dedicata a movida, eventi e divertimento verso l’estate, Stefano Rebek è intervenuto con parole molto nette sul furto subito da Mauro Manni. Dopo il racconto del dj, che ha spiegato di aver trovato il furgone svuotato di console, mixer, microfoni, computer e hard disk, Rebek ha concentrato il suo intervento sul valore umano e professionale di ciò che è stato portato via.

Secondo Rebek, rubare è già un gesto grave, ma sottrarre strumenti di lavoro assume un peso ancora maggiore, perché significa impedire a una persona di svolgere la propria attività, guadagnare e mantenersi.

“Rubare ciò che consente a una persona di lavorare”

Rebek ha definito il gesto “doppiamente schifoso”, spiegando che chi ruba attrezzatura professionale non porta via soltanto oggetti, ma colpisce direttamente la possibilità di lavorare. Nel caso di Mauro Manni, si tratta di materiale indispensabile per fare serate, animare eventi e portare avanti una professione costruita negli anni.

L’opinionista ha sottolineato che chi ha preso quegli strumenti ha sottratto proprio ciò che avrebbe consentito al dj di ricomprare eventualmente ciò che gli è stato rubato. Un paradosso che rende il gesto ancora più pesante.

L’hard disk come memoria professionale

Il punto più delicato, anche per Rebek, riguarda l’hard disk. Non è stato descritto come un semplice supporto digitale, ma come un archivio costruito in decenni di lavoro musicale. Rebek ha spiegato che per un artista e per un dj non conta soltanto il costo delle canzoni, ma la selezione, l’ascolto, la divisione in cartelle, la conoscenza esatta di dove si trova ogni brano e di quando può servire.

Secondo Rebek, perdere quell’archivio significa dover ricominciare da capo un lavoro durato venti o trent’anni. Una perdita che va ben oltre il danno economico.

L’appello a restituire almeno il materiale più importante

Nel suo intervento, Rebek ha auspicato che le persone responsabili del furto possano essere individuate. Ma ha anche lanciato un messaggio molto preciso: se chi ha preso il materiale stesse seguendo la diretta, dovrebbe trovare almeno il modo di far arrivare a Manni l’hard disk.

Per Rebek, quello sarebbe il minimo, perché l’hard disk contiene la storia musicale di un artista. Console, mixer e computer possono essere ricomprati, ma un archivio costruito negli anni non può essere sostituito con la stessa facilità.

Un furto che tocca dignità e sicurezza personale

Rebek ha poi allargato il ragionamento, spiegando di non aver mai concepito il furto come gesto leggero. Ha parlato di una violazione profonda, capace di colpire non solo il patrimonio materiale, ma anche il senso di sicurezza di una persona.

Secondo lui, quando qualcuno subisce un furto in auto, in casa o nei propri strumenti personali, si sente violato. Non si tratta soltanto di perdere un oggetto, ma di percepire un’aggressione alla propria sfera privata.

Il valore invisibile delle cose rubate

Uno dei passaggi più forti dell’intervento ha riguardato ciò che non si vede dietro a un bene acquistato. Rebek ha ricordato che dietro ogni oggetto possono esserci sacrifici, legami emotivi, necessità economiche e percorsi personali. Chi ruba, secondo lui, spesso non considera nulla di tutto questo.

Nel caso del dj Mauro Manni, questa riflessione diventa ancora più evidente: l’attrezzatura rappresentava lavoro, presenza nelle serate, archivio, repertorio e identità professionale.

Una ferita dentro il mondo della movida triestina

L’intervento di Rebek ha dato al furto una dimensione più ampia. Non si è parlato soltanto di cronaca, ma anche della fragilità di chi lavora nella movida triestina, spesso con strumenti costosi, trasportati da un evento all’altro e fondamentali per poter garantire serate e appuntamenti.

La solidarietà espressa in diretta ha mostrato come il mondo dei dj e degli eventi viva anche di relazioni professionali e rispetto reciproco. Quando viene colpito uno, il danno viene percepito da tutti.

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