Fedriga: «Garantire sicurezza ed aprire al più presto, in questo momento rischio che non si muoia per il virus ma di fame»
Garantire la sicurezza ed aprire al più presto, questo l’obiettivo ultimo del Presidente della Regione FVG Massimiliano Fedriga, deciso nell'aumentare le performance di abbattimento del contagio attraverso misure che il governatore stesso ammette «hanno creato disagio ma servono a salvaguardare la salute di tutti».
Durante la diretta social andata in onda oggi 16 aprile, Fedriga chiarisce alcuni punti di fondamentale importanza soprattutto per quanto riguarda l’uso delle mascherine. Argomentando nuovamente la decisione presa con l’ultima ordinanza regionale spiega l’importanza della mascherina chirurgica se indossata dall’intera cittadinanza: «le mascherine provviste di filtri, come le ffp2, forniscono protezione monodirezionale» mentre, spiega che piuttosto le classiche mascherine chirurgiche, se indossate secondo ordinanza da tutti, possono offrire uno schermo più efficace.
Tanti i quesiti posti dai cittadini in diretta, soprattutto riguardo le ultime misure adottate che «sono state adottate per ripartire. Le regioni non possono aprire autonomamente le attività, possiamo solo adottare misure maggiormente restrittive e preparare un piano per ripartire. In questo momento c’è il rischio che non si muoia per il virus ma di fame. Quello che dobbiamo fare - prosegue Fedriga - è dare delle linee guida e collaborare con il governo facendo si che si riapra presto ed in sicurezza. Tutte le regioni sono nelle stesse condizioni, ne sento di tutti i colori, ma stiamo cercando di comportarci in modo responsabile e dare risposte ai cittadini».
Non è semplice il lavoro di coordinamento tra regioni (soprattutto se a statuto speciale) e governo, ma anche semplicemente cercare una linea comune tra regioni limitrofe, Fedriga assicura però che «l’ultima ordinanza è stata fatta in maniera coordinata con Zaia».
Tante sono le misure di contenimento che sono già state adottate, altre ancora in fase di studio. Di pochi giorni fa la notizia dello sviluppo di un’app atta al riconoscimento della catena di contagio.
Tante le incertezze ed i dubbi dei cittadini ai quali oggi 16 Aprile, il Presidente della Regione Fedriga ha cercato di rispondere. A quanto sostiene il Governatore «l’app è in fase di test. Servirà per aiutare le persone, non a tracciarle» confermando così che l’app che fa storcere il naso a tanti ci dice solo «con chi un soggetto è entrato in contatto. Non dove, non perché. Serve a dare un supporto sanitario, non ci vogliamo fare gli affari di nessuno».
Un chiarimento poi riguardo i test sierologici, che ad oggi «non abbiamo la certezza funzionino» ammette Fedriga «hanno un’affidabilità pari al 50%, rischiamo di far contagiare altri soggetti. Li stiamo testando e forse oggi ci saranno novità dal Burlo, ma devono essere strumenti veri, o ci creerebbero un danno. I tamponi hanno un’affidabilità del 70%, per questo si fanno tamponi ripetuti, la scienza per ora ci consegna strumenti che non sono affidabili al 100%».
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