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Cronaca

Il quadro epidemiologico del Fvg, Fedriga: «Ci vuole più impegno»

Luca Marsi·

Un’impennata nei contagi per il Friuli Venezia Giulia nell’ultima settimana, che stando al bollettino regionale di oggi, venerdì 20 novembre, registra oltre mille contagi. Trieste, in modo particolare, di nuovi contagi oggi ne registra 137, mentre ieri erano 200. Aumentano anche le richieste nelle aree mediche e nelle terapie intensive, indice questo, secondo il governatore della regione Massimiliano Fedriga, che «ci vuole più impegno. Questa battaglia la si vince se tutti rispettano le regole, limitando i contatti sociali. Evitarli. Non è responsabilità di un’ordinanza o di un Dpcm del governo» insiste Fedriga «è la responsabilità di ognuno di noi».

 

«Quindi se non fosse chiaro a tutti» si scalda il governatore «perché vedo ancora troppa gente che crede le regole non esistano, ci vuole buonsenso». Perciò Fedriga e la regione stanno ipotizzando misure più stringenti, da applicare in quelle aree con tasso di contagio particolarmente alto, su base comunale e in accordo con i Sindaci. I numeri di ieri e di oggi fanno preoccupare e la pressione sugli ospedali, ormai sempre più importante, potrebbe avere ripercussioni devastanti. Fedriga rinnova quindi il suo appello alla responsabilità dei cittadini del Friuli Venezia Giulia oppure «nessuno ci toglie misure più drastiche».

 

«In base agli indicatori siamo davanti ad un fenomeno che in termini di dimensione è molto diverso rispetto a quello iniziale» spiega il vicegovernatore con delega alla salute Riccardo Riccardi, «la condizione della regione si presenta ribaltata rispetto alla prima fase: Gorizia parte da un dato basso e Udine presenta una situazione di grande difficoltà, questo porterà il presidente a prendere qualche decisione». 

 

«Il messaggio fondamentale» aggiunge Fabio Barbone, il capo della task force scientifica regionale, «è che dobbiamo eliminare i contatti, le persone possono avere contatti soltanto nell’ambito del nucleo familiare. Questo è un messaggio indispensabile. All’inizio pareva la pressione sugli ospedali potesse essere inferiore rispetto a quella della prima ondata, ma è in aumento, e continua ad aumentare».

 

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