Fedriga: «Che la nostra ordinanza sia d'esempio per l'Italia intera»
Nella giornata di ieri 13 aprile una nuova ordinanza in materia di contenimento epidemico da parte del Governatore della Regione Fedriga: nuove norme che si appellano in parte al buonsenso e che ripristinano la possibilità di svolgere attività all’aperto nei pressi della propria abitazione. In aggiunta, nuove regole anche riguardo la circolazione sulla pubblica via: obbligatorio ora l’utilizzo di mascherine al di fuori della propria abitazione e, all’interno delle attività commerciali, anche di guanti. In mancanza della corretta combinazione di dpi prevista, da parte di rivendite alimentari e farmacie la possibilità di fornirli in loco, assieme a gel disinfettante mani, consigliando il controllo della temperatura corporea all’entrata degli esercizi. «Vorremmo avanzare delle proposte a livello nazionale riguardo la nostra visione del futuro. L’ordinanza emanata ieri va nella direzione della massima sicurezza dei cittadini tramite dpi, ma l’appello che facciamo al governo è quello di iniziare un piano di riapertura» dichiara il Governatore Fvg «la responsabilità è quella di tenere sotto controllo la situazione sanitaria ma con un piano di riapertura vero. Il 3 maggio tante attività commerciali dovranno rimanere chiuse, perché non avranno la forza per riaprire».
Argomentando l’ordinanza di ieri Fedriga spiega che «la mascherina, intesa come copertura di naso e bocca, serve per tutelare le altre persone. La nostra Direzione Salute specifica le varie misure da mettere in campo nei posti di lavoro ed indica che uno starnuto o un colpo di tosse sono sufficienti per contagiare a metri di distanza, i guanti servono per evitare che il virus si diffonda attraverso il contatto».
Fedriga parla di un dopo che lo spinge a far pressione riguardo un solido piano di riavvio del Paese «Il nostro progetto per il dopo è quello di agevolare il percorso di riapertura. È necessario iniziare subito a fare un piano. Non possiamo prevedere riaperture fatte autonomamente perché l’ultimo Dpcm non prevede che le regioni abbiano autonomia in tal senso. Testeremo per una settimana/dieci giorni, poi si vedrà. L’emergenza sanitaria, dal punto di vista economico può essere un punto di non ritorno. L’appello che facciamo al governo è di andare in questa direzione, la nostra preoccupazione è che la crisi sanitaria si trasformi in un dramma economico».
Alcuni progressi riguardo i test di controllo sono stati fatti ma «allo stato attuale non ci sono certezze, i test potrebbero dare risultati falsi, non ci sono riscontri chiari dal punto di vista scientifico reale. Questa settimana finiremo i test di sviluppo dell’app, che al suo interno non ha rilevazione gps ma semplicemente vede i possibili contatti con soggetti positivi, risalendo la catena e permettendoci di eseguire i test. Mi auguro che tutti i cittadini, per garantire la propria salute, la scarichino ed attivino il bluetooth. Siamo la prima regione che va in questa direzione».
Per quanto riguarda la situazione sanitaria il vicepresidente Riccardi annuncia un calo dell’occupazione delle terapie intensive e della letalità del virus, oltre che una diminuzione degli isolamenti ed un abbassamento del rapporto degli operatori sanitari e sociosanitari assegnati ad ogni caso. «La strategia del governatore Fedriga si ritrova nell’ordinanza di ieri e va nella direzione di un graduale rientro ad una condizione di “normalità”» spega Riccardi «non abbiamo ragionato sul quando, ma sul come, partendo dai nostri dati. Il problema della protezione serve a contenere il fenomeno di contagio da parte degli asintomatici».
Si è fatta sentire forte la voce delle comunità più fragili, alle quali Riccardi risponde rassicurando che «un focus importante è quello delle RSA e case di riposo, assieme a quelle attività che limitano le persone con fragilità. Abbiamo inviato direttive ascoltando le richieste arrivateci da quel mondo».
Una breve nota riguardo la situazione dei positivi all'ospedale infantile Burlo, che ha gestito un caso di una bambina di 3 anni ed un bambino di 10, precedentemente ricoverato in terapia intensiva ed ora già dimesso «utile la cautela anche per i bambini» i quali non dovranno esimersi dal portare la mascherina, nonostante lo stesso governatore preveda delle eventuali deroghe sull'argomento. Il presidente della Regione commenta sulla chiusura di scuole ed università, mossa che per la nostra regione è stata fondamentale considerando lo stato della situazione attuale. Per la riapertura delle scuole di ogni ordine e grado «non c'è fretta», conclude.
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