Disabilità, nasce il tavolo tecnico permanente tra Inps Fvg e Consulta regionale

La Consulta regionale delle associazioni delle persone con disabilità e delle loro famiglie del Friuli Venezia Giulia istituirà assieme alla direzione regionale dell’Inps un tavolo tecnico permanente per collaborare sulle tematiche che riguardano il mondo della disabilità. È quanto è emerso dalla riunione che ha messo di fronte a Trieste i rappresentanti delle due realtà, a partire dal presidente della Consulta Mario Brancati e dal direttore dell’Inps Marco De Sabbata. Un incontro molto fruttuoso al termine del quale Brancati ha voluto sottolineare la svolta dei rapporti con l’Inps, il cui nuovo direttore si è dimostrato molto aperto a lavorare alla sburocratizzazione delle procedure. De Sabbata ha indicato come centrale nella nuova strategia dell’Inps per ciò che riguarda i servizi alle persone con disabilità il coinvolgimento attivo della Consulta e delle sue articolazioni territoriali, anche per mezzo dei centri di riferimento informativo per la disabilità (CriD). E del resto al confronto hanno preso parte anche i presidenti provinciali delle consulte di Trieste e Gorizia, Marco Tortul e Roberta Zona.
Numerose sono poi le azioni che si intendono mettere in campo: dalla formazione e informazione condivisa, all'introduzione di misure migliorative per le visite e certificazioni, fino a un approccio complessivo orientato alla massima garanzia e tutela della persona e della sua dignità. “La visione della nuova direzione va chiaramente in questa direzione, ponendo al centro i diritti e i bisogni delle persone – commenta il presidente della Consulta Mario Brancati -. Fin dal primo incontro si è instaurata un’intesa solida e costruttiva con la Consulta, presupposto fondamentale per affrontare con efficacia le sfide future. Rivolgiamo al nuovo direttore e al suo staff i migliori auguri di buon lavoro: saremo certamente al loro fianco in questo nuovo percorso, con spirito di collaborazione e responsabilità condivisa”.
Scendendo più nel dettaglio delle questioni su cui si vuol lavorare, si è parlato di tavoli tecnici sulla redazione dei progetti di vita, una fase delicata e ancora da sviluppare nella nuova invalidità civile, ma anche della sburocratizzazione e, ad esempio, del potenziamento della validità legale delle certificazioni dei medici di base. Ancora, implementando i mezzi informatici e la telemedicina sarà possibile effettuare visite medico legali permettendo ai pazienti di restare nel proprio domicilio, e diventa fondamentale anche diffondere il più possibile la conoscenza degli strumenti e dei servizi dell’Inps dedicati al mondo della disabilità.
È stato proposto anche di prevedere orari dedicati, preferibilmente nel pomeriggio, per minori e persone con particolari patologie, e di mettere a disposizione degli enti pubblici (comuni o aziende sanitarie) alcuni immobili o terreni di proprietà Inps per realizzare progetti “Dopo di noi”, che pongano l’attenzione al problema dell’abitazione autonoma e di qualità delle persone con disabilità dopo che i genitori o altre figure parentali non possono più prendersi cura di loro. Infine il diritto allo studio: anche in questo caso l’Inps potrebbe mettere a disposizione degli immobili da adibire a studentato per giovani con disabilità, anche con la formula dello studentato diffuso, con riserva di posti.
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